Deutsche Bank: inerzia FED su inflazione rischia di causare altra recessione

(Teleborsa) – Stiamo assistendo al cambiamento più importante nella politica macroeconomica globale dall’asse Reagan/Volcker di 40 anni fa ed entrando in un mondo nuovo dove le istituzioni monetarie non sembrano più sicure di quanto di ciò che pensavano di aver capito sulla finanza e sulla macroeconomia sia ancora valido. Tutto ciò, dopo un decennio di stimoli monetari straordinari e non convenzionali, sta portando a sottolineare l’esplosione dei debiti pubblici e il pericolo del ritorno dell’inflazione, ben oltre gli effetti transitori della ripresa dell’economia. È quanto sostiene una nuova ricerca di Deutsche Bank – firmata tra gli altri da David Folkerts-Landau, Group Chief Economist, e Peter Hooper, Global Head of Economic Research – che punta il dito contro le politiche della FED e delle banche centrali, tra cui la BCE, che sembrano voler seguire l’approccio dell’istituzione americana.

“Il debito sovrano è salito a livelli inimmaginabili rispetto a un decennio fa, con i grandi paesi industriali che superano la red-line del 100% del PIL. Tuttavia, ci sono poche preoccupazioni sulla sostenibilità del debito da parte di investitori, governi o istituzioni internazionali – scrivono gli economisti della banca tedesca – Allo stesso modo, sull’inflazione, la stragrande maggioranza dei banchieri centrali e degli economisti ritiene che qualsiasi aumento dei prezzi lontano dai livelli storicamente bassi dell’ultimo decennio sarà transitorio”.
Questo approccio mutevole alla politica macroeconomica è stato propiziato dalle scelte operative della Federal Reserve statunitense, la quale avrebbe attuato un’interpretazione più ampia del suo mandato. “A differenza delle epoche precedenti, quando era pratica comune prevenire il superamento dell’inflazione con tassi più elevati, la FED di oggi ha affermato di voler vedere i progressi effettivi, non solo i progressi previsti. Il nuovo approccio al targeting per inflazione media finisce per aumentare la tolleranza per l’inflazione“.

Secondo la ricerca di Deutsche Bank, “anche se parte dell’inflazione transitoria dovesse diminuire, riteniamo che la crescita dei prezzi riprenderà slancio significativo con il surriscaldamento dell’economia nel 2022. Tuttavia, temiamo che nel suo nuovo quadro di media dell’inflazione, la FED sarà troppo lenta per smorzare efficacemente le crescenti pressioni inflazionistiche. La conseguenza del ritardo sarà una maggiore disruption dell’attività economica e finanziaria rispetto a quanto accadrebbe altrimenti se la FED finalmente agisse. A sua volta, ciò potrebbe creare una recessione significativa e innescare una catena di crisi finanziarie in tutto il mondo, in particolare nei mercati emergenti”.

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