Descalzi: “Condizioni di mercato possono spingere i prezzi del greggio ancor più in alto”

(Teleborsa) – “Al di là della fiammata (dei prezzi del petrolio) di ieri 25 settembre dopo le decisioni OPEC, le condizioni di mercato possono spingere verso prezzi ancor più sostenuti”. A parlare l’amministratore delegato di ENI, Claudio Descalzi in un’intervista al Corriere della Sera.

Descalzi non fa previsioni precise, ma sottolinea a come “alcuni di quelli che oggi vedono il petrolio a 100 dollari, qualche anno fa lo prevedevano a 20 dollari. Al di là dei numeri è indubbio che nel tempo si è ricreato uno squilibrio che fa salire i prezzi. L’anno scorso abbiamo avuto un deficit di produzione mondiale di circa 500 mila barili al giorno in media annua. Le sanzioni all’Iran potrebbero sottrarre altri 700 mila barili. Il numero uno di ENI sottolinea: “il Presidente USA Donald Trump ha nuovamente chiamato in causa l’OPEC, chiedendo più offerta ma il cartello si è rifiutato e questo sembra aver innescato la recente impennata dei prezzi. Vedremo quale sarà la reazione se i prezzi punteranno ai 90 dollari”.

Intanto, il Brent che è volato oltre gli 81 dollari al barile, spingendosi sui massimi dal 2014, oggi 26 settembre, rimane ben ancorato su quei valori e scambia a 81,21 dollari. Il contratto sul Light Crude statunitense scambia a 72,22 dollari al barile, limando lo 0,08%.

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