Def, vertice di governo nel pomeriggio

(Teleborsa) – Vertice di governo sul Def a Palazzo Chigi nel primo pomeriggio subito dopo il tavolo con i risparmiatori coinvolti nelle crisi bancarie. Secondo fonti di governo, il premier Giuseppe Conte presiederà una riunione a cui parteciperanno il ministro dell’Economia Giovanni Tria, per il M5S il ministro Riccardo Fraccaro e il sottosegretario Laura Castelli e per la Lega i sottosegretari Massimo Garavaglia e Massimo Bitonci.

L’incontro dovrebbe segnare il tentativo del presidente del Consiglio di dirimere la questione flat tax e spegnere le polemiche che stanno divampando nella maggioranza di governo.

Il botta e risposta tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio sulla flat tax, che già aveva infiammato la domenica, è proseguito anche nella mattina di lunedì. Alla presentazione della lista per le elezioni europee, Salvini è tornato sulla questione e ha ribadito agli alleati di governo del M5S che la flat tax “è unica e non prevede progressività”.

Di contro, Di Maio ha parlato ai giornalisti prima di entrare al Vinitaly a Verona e ha precisato che “la flat tax si deve fare e deve entrare nel Def, ne sarò il garante, ma deve aiutare le famiglie, il ceto medio, non i ricchi”.

C’è poi da vincere la ritrosia del ministro Tria che, di fronte ai 12 miliardi calcolati dalla Lega per la “tassazione piatta”, predica prudenza. Con le stime della crescita ridotte ai minimi termini (le stime del Mef danno il Pil a +0,2%, che potrebbe salire fino a un massimo 0,3-0,4% o un ardito 0,5%) e la spada di Damocle delle clausole di salvaguardia per evitare l’aumento dell’IVA, da via Venti Settembre chiedono di rinviare il provvedimento almeno a settembre in un contesto più ampio di riforma fiscale.

Dalla Lega però il no è secco: la flat tax va fatto subito e inserita nel Def, anche perché è parte centrale del programma del Carroccio e le elezioni europee incombono.

Il M5S sposa la linea di Tria ma vuole vederci chiaro sulla questione dei rimborsi per le crisi bancarie, punto su cui Di Maio e soci non vogliono tornare indietro. Tutto insomma è in divenire e, con le europee alla finestra, tutto può succedere.

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