DEF prudente su crescita varo Flat Tax

(Teleborsa) – Riduzione della povertà, lavoro, competitività imprese: questi gli obiettivi riproposti dal governo nel DEF, la cui bozza è stata pubblicata dal Tesoro assieme al piano Nazionale delle Riforme (PNR) e conferma il pesante deterioramento del quadro macroeconomico.

“L’obiettivo fondamentale del programma di Governo è il ritorno a una fase di sviluppo economico contraddistinta da un miglioramento dell’inclusione sociale e della qualità della vita, tale da garantire la riduzione della povertà e la garanzia dell’accesso alla formazione e al lavoro, agendo al contempo anche nell’ottica di invertire il trend demografico negativo. Sul versante della competitività, l’economia italiana sarà rafforzata dal miglioramento del contesto produttivo indotto dalla riduzione dei costi per le imprese, sia di tipo fiscale, sia più in generale inerenti il sistema burocratico”, scrive il Ministro dell’Economia Giovanni Tria nella premessa che apre la sezione I del Documento di Economia e Finanza (DEF) 2019, approvato dal Consiglio dei Ministri del 9 aprile.

La congiuntura che si deteriora

La previsione di crescita tendenziale è stata ridotta allo 0,1% per l’anno in corso, in un contesto di debolezza economica internazionale, che il Governo sta tentando di fronteggiare con i due pacchetti a sostegno degli investimenti – Dl crescita e Dl Sblocca Cantieri – che dovrebbero contribuire al raggiungimento di PIL programmatico dello 0,2%, che salirebbe allo 0,8% nei tre anni successivi.

Per effetto di questa revisione la previsione di deficit 2019 è indicata al 2,4% del PIL, sia nel quadro programmatico che in quello tendenziale, per poi avviare un percorso di graduale riduzione che dovrebbe portarlo all’1,5% nel 2022. Il deficit strutturale scenderebbe dall’1,5% del PIL di quest’anno allo 0,8% nel 2022, convergendo verso il pareggio strutturale.

È prevista anche una crescita del rapporto debito/PIL nel 2019 al 132,6%, mentre per i prossimi anni resta l’obiettivo di una significativa riduzione, con il debito vicino al 129% del PIL nel 2022.

Il DEF indica che le “previsioni ufficiali sono e devono essere di natura prudenziale”, poiché finalizzate alla costruzione di un quadro attendibile e condiviso di finanza pubblica, ma il Governo punta a conseguire risultati ben più significativi in materia di crescita economica all’interno di un approccio attento alla dimensione del benessere equo e sostenibile.

La crescita dipende da investimenti e riforme

“Con una spinta sul fronte degli investimenti pubblici che li porterebbe dal 2,1% del Pil del 2018 al 2,6% del Pil nel 2022 e nella consapevolezza che le riforme sono la via maestra per migliorare il potenziale di crescita, il Governo intende agire su più fronti per incrementare la produttività di diversi comparti dell’economia”.

Dall’introduzione di un salario minimo orario per chi non rientra nella contrattazione collettiva alla riduzione del cuneo fiscale sul lavoro, oltre alla predisposizione di strategie nazionali per la diffusione della banda larga e del 5G. Nel programma rientrano il rilancio della politica industriale, anche attraverso lo stimolo alla mobilità sostenibile, le semplificazioni amministrative e l’aumento dell’efficienza della giustizia.

Il governo proseguirà poi negli interventi di sostegno alle famiglie, alla natalità e all’istruzione scolastica e universitaria, mentre in campo fiscale, intende continuare il processo di riforma delle imposte sui redditi in chiave flat tax, incidendo in particolare sull’imposizione a carico dei ceti medi. Su questo fronte, tuttavia, il DEF precisa che “il profilo delineato per l’indebitamento netto richiederà l’individuazione di coperture di notevole entità“.

(Foto: Giovanni Tria )

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