DEF, il governo taglia le stime di crescita e rientro del debito

(Teleborsa) – L’economia italiana nel 2016 crescerà ad un tasso dell’1,2% quest’anno, al di sotto dell’1,6% indicato nelle precedenti stime del governo. Lo rivela la bozza del DEF, preparato per essere esaminato questa sera al Consiglio dei Ministri. Secondo le previsioni dell’esecutivo, il PIL italiano dovrebbe poi accelerare all’1,4% nel 2017 (al di sotto dell’1,6% indicato in precedenza) ed all’1,5% nel 2018, per stabilizzarsi sull’1,4% nel 2019. 

La nota di aggiornamento al DEF, di cui era arrivata qualche anticipazione stamattina, incorpora così l’impatto sull’economia delle pressioni deflazionistiche che colpiscono l’intera Eurozona, aggiornando anche le previsioni di rientro del debito, ora previsto in calo al 132,4% del PIL (nelle previsioni iniziali era indicato al 131,4%) dal 132,7% del 2015. Il documento predisposto dal Ministero dell’economia, che conferma la strategicità dell’obiettivo di miglioramento delle finanze pubbliche, indica anche per il 2019 una riduzione del rapporto debito/PIL al 124,3%. 

Quanto al deficit, l’obiettivo di riduzione del disavanzo indica un miglioramento quest’anno al 2,3% dal 2,6%. E’ poi previsto un ulteriore calo all’1,8% nel 2017 per raggiungere l’obiettivo di “un lieve surplus” nel 2019. Questi miglioramenti saranno favoriti da maggiori entrate (+0,5% l’anno), dall’estensione della spending review e dal piano di privatizzazioni, che prenderà il via con l’ENAV (nel 2015 le privatizzazioni hanno fruttato 6,5 miliardi, pari a più dlelo 0,4% di PIL). 

Il deficit indicato per il 2016 sarebbe inferiore al 2,4% stimato nella Legge di stabilità ed è ancora oggetto di trattative con l’UE sul tema della flessibilità massima consentita a Roma. Il governo contava di far passare la richiesta di un margine per le riforme (0,5%), un altro per gli investimenti (0,3%) e la clausola dei rifugiati, che garantirebbe una ulteriore flessibilità dello 0,2% e viene considerata dall’Italia una delle “circostanze eccezionali” previste dal patto europeo.

“Il Governo ritiene inopportuno e controproducente adottare una intonazione più restrittiva di politica di bilancio”, ribadisce la premessa alla Nota di aggiornamento al DEF, firmata dal Ministro dell?Economia Pier Carlo Padoan, che si schiera in tal modo contro la politica di austerity più spinta, sollecitata da Paesi come la Germania ed altri del Nord Europa.

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