Def, cos’è il documento di economia e finanza e come viene approvato

L’Italia sta per approvare il Documento di economia e finanza da mandare all’Unione Europea: ecco di cosa si tratta

Mentre proseguono le consultazioni per il nuovo governo, il piano economico del paese deve però essere approvato al più presto. Stiamo parlando del Documento di economia e finanza (Def), che dovrà essere varato proprio nei prossimi giorni per pianificare gli obiettivi del governo in tema di finanza ed economia. Il testo di quest’anno è già pronto (è stato redatto dall’esecutivo uscente di Paolo Gentiloni) e, secondo le indiscrezioni, non dovrebbe porre nuovi risultati in materia di bilancio. Insomma, per adesso si tratta solo di un aggiornamento di stime.

Il Documento di economia e finanza si divide in tre parti: il programma di stabilità, la sezione di analisi e tendenze della finanza pubblica e il programma nazionale di riforma. Per quanto riguarda la prima, questa deve essere sottoposta anche all’Unione Europea, perché stila uno studio che comprende il triennio successivo. Questa e la terza parte, devono essere mandate alla Commissione europea entro il 10 aprile – giorno in cui anche la Camera potrebbe costituire una commissione speciale. Per questo, l’Italia prevede un ritardo di due o tre settimane.

Il 27 settembre di ogni anno, vista l’importanza delle previsioni contenute all’interno del programma, il Governo deve dare un aggiornamento rispetto allo stato dell’arte del Documento di economia e finanza.

Il Def è stato introdotto per la prima volta nel nostro paese con la riforma della legge di contabilità del 1988 (l. 362/1988), e all’inizio si chiamava Documento di programmazione economico finanziarie (Dpef). Modificato con la l. 196/2009, e successivamente dalla l. 39/2011, adesso risponde alle tempistiche e alle esigenze dell’Unione Europea. Ogni governo deve stilare e far approvare dalle camere un documento che indichi il piano economico e finanziario per i prossimi tre anni. Questo strumento è considerato oggi fondamentale per tenere sott’occhio il bilancio dei vari Stati, soprattutto dopo la crisi economica che ha colpito e messo in ginocchio l’Europa.

Il periodo di programmazione del Def è di medio termine e pari a tre anni.  Nonostante dovrebbe aiutare l’Unione Europea a coordinare le politiche economiche nei vari Stati, critiche al documento sono piovute da più parti. Soprattutto perché, rispetto anche alle esperienze avute da altri paesi, è estremamente difficile fare previsioni macroeconomiche così in là con gli anni.

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