Def, Corte dei Conti: sostegno agli operatori più colpiti e programmazione

(Teleborsa) – Necessità di intervento a sostegno degli operatori economici più colpiti dalla crisi e programmazione del futuro sono le indicazioni principali contenute nella memoria della Corte dei Conti sul Documento di economia e finanza (Def), presentata oggi in audizione alle Commissioni congiunte Bilancio di Senato e Camera dei deputati. “A distanza di un anno dall’avvio della crisi, il quadro macroeconomico alla base delle previsioni ha forti elementi di incertezza, indotti dalla difficoltà di valutare con sufficiente approssimazione il momento in cui, con il raggiungimento di una adeguata copertura vaccinale, si potrà intraprendere un deciso percorso di recupero”, è la premessa presentata dalla magistratura contabile.

La Corte dei Conti sottolinea che l’attuale fase “richiederà un forte sforzo di adattamento da parte di tutti gli attori (istituzioni, imprese e cittadini), e che dovrà procedere necessariamente alla luce dell’esperienza fatta in questo anno”. In particolare, prendendo atto delle lacune da colmare, ma anche degli aspetti positivi che sono emersi: le sperimentate attività a distanza hanno e potranno dare allo sviluppo dell’economia digitale, la percezione più forte e generalmente acquisita dei vantaggi di ribilanciamenti tra produzioni effettuate all’interno dei paesi e all’esterno di essi, gli impulsi alla modernizzazione dei sistemi sanitari, lo sviluppo della telemedicina e l’importanza di un efficace sistema educativo.

La magistratura contabile ha definito “impegnativo” il percorso delineato dal Def nonostante abbia posticipato di un anno rispetto alla Nadef dello scorso autunno il ritorno del deficit al 3% del PIL. Il Recovery Plan è “un’opportunità unica” per mettere in campo investimenti in grado di aumentare il potenziale di crescita del Paese, è stato sottolineato, a patto che non venga rinviata ancora una stagione di riforme, “da tempo sollecitate da tutti gli osservatori internazionali”, che crei “un contesto più trasparente ed efficiente che permetta di rimettere in moto il Paese, attrarre imprese e capitali esteri e offrire occasioni ai giovani, dando loro opportunità di inserimento nel mondo del lavoro, in Italia”.

Infine, un ammonimento è rivolto alle istituzioni in tema di finanza pubblica. Un percorso molto “stretto” visto che la crisi ha evidenziato l’esigenza di aumentare strutturalmente alcune componenti della spesa sia corrente, sia in conto capitale. “Se la sfida implicita nel Def è quella di finanziare tali incrementi attraverso una maggiore crescita, si dovrà tuttavia fare il possibile, non appena le condizioni lo consentiranno, per affiancare all’espansione della ‘spesa buona‘ anche il contenimento (e in alcuni casi, da individuare attraverso scelte di policy, la restrizione) di quella cattiva – è l’indicazione che arriva dalla Corte dei Conti – Così come si dovrà dare, come del resto il Documento prefigura, un consistente impulso alla lotta contro l’evasione fiscale per assicurare contestualmente una crescita del rapporto entrate su PIL ed una riduzione della pressione fiscale su famiglie e imprese”.

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