DEF, “buco” da 5 miliardi su stop clausole IVA

(Teleborsa) – Per la disattivazione delle clausole di salvaguardia IVA al momento “c’è una mancanza di copertura, ovvero di un buco, pari a oltre 5 miliardi di euro”. E’ quanto segnala il Centro studi di Unimpresa dopo aver analizzato la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza approvata dal consiglio dei ministri. 

Tuttavia, aggiunge Unimpresa, “il costo totale dell’intervento volto a sterilizzare l’incremento dell’imposta sul valore aggiunto si attesta a quota 15,7 miliardi. Ne consegue che si registra una differenza di circa 5,4 miliardi: a tanto ammontano i fondi che vanno individuati a stretto giro, se si intende bloccare la crescita di tutte le aliquote IVA, a cominciare da quella ordinaria destinata a salire, in assenza di sterilizzazioni, dal 22% fino al 25%”.

I sei decimi di deficit aggiuntivo – prosegue il Centro Studi – “sono calcolati sulla differenza tra il deficit tendenziale a legislazione vigente (pari all’1,0%) e il deficit programmatico, quello cioè fissato come target da raggiungere grazie alle misure che saranno inserite nella prossima legge di bilancio (pari all’1,6%)”. 

Nell’aggiornamento del DEF “non sono state indicate le misure a copertura dell’attuale gap tra i 10,3 miliardi individuati e i 15,7 miliardi di obiettivo. La differenza di questi due valori costituisce dunque i confini del buco finanziario che il governo è chiamato a colmare per rispettare gli impegni presi e più volte ribaditi.

“Resta il fatto – osserva il presidente di Unimpresa Giovanna Ferrarache – che un intervento in deficit rappresenta comunque una spudorata partita di giro perché crescerà gioco forza il debito e prima o poi il conto, sotto forma di nuove tasse, arriverà sulle tasche dei contribuenti, sia famiglie sia imprese”.

DEF, “buco” da 5 miliardi su stop clausole IVA