DEF, Alleva: “Oltre un milione di famiglie senza lavoro”

(Teleborsa) – Continuano le audizioni sul Documento di Economia e Finanza (DEF) davanti alle Commissioni speciali riunite di Camera e Senato
A dare il via ieri 8 maggio, il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, oggi 9 maggio a parlare il presidente dell’Istat, Giorgio Alleva.

“Nel 2017 i giovani tra i 15 e i 34 anni occupati sono in aumento dello 0,9% rispetto all’anno precedente (+45mila, con una salita dell’1% per gli uomini e un aumento dello 0,7% per le donne). La crescita e’ stata più vivace al Nord (+1,3%, +35mila) rispetto a quanto osservato nel Centro (+0,7%, +8mila) e nel Mezzogiorno (+0,1%, +2mila), spiega il presidente dell’Istat.

Tuttavia si tratta di occupazione precaria: l’occupazione giovanile, sottolinea l’Istituto di statistica, “si caratterizza sempre di più per un’elevata incidenza di lavoratori a termine, che costituiscono circa un terzo dei lavoratori alle dipendenze e il 28,2% del totale dell’occupazione giovanile (31,1% per le donne)”. Rispetto al 2008, l’incidenza del lavoro a termine per i giovani “è aumentata di nove punti percentuali, a fronte di un aumento più contenuto sul totale dell’occupazione (+1,9 punti). Il dato allarmante che emerge è che si “stimano 1,1 milioni di famiglie in cui tutti i componenti appartenenti alle forze di lavoro sono in cerca di occupazione (4 famiglie su 100) e non percepiscono quindi redditi da lavoro (erano 535mila nel 2008). Di queste, più della metà (il 56,1%) risiede nel Mezzogiorno.
Il tasso di occupazione dei 15-34enni è aumentato di 0,7 punti, portandosi al 40,6% (era 39,9% nel 2016).

Parlando della crescita economica, Alleva lancia l’allarme sull’inasprirsi delle tensioni commerciali. Ad aprile si confermano “segnali di decelerazione, che prospettano uno scenario di minore intensità della crescita”. Una delle cause, la “guerra dei dazi” innescata dagli Stati Uniti: “La dinamica più contenuta degli scambi internazionali influirebbe negativamente sulla crescita complessiva del sistema economico, determinando una diminuzione del PIL di 0,3 punti percentuali rispetto allo scenario base”.

Guardando all’Italia, la mancata sterilizzazione dell’IVA il prossimo anno potrebbe creare “problemi” che si rifletterebbero con un “minore tasso di crescita dello 0,1%”, spiega Alleva.

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