Decreto Sostegni, smart working: esteso il bonus da 516 euro per il “fringe benefit”

(Teleborsa) – Tra gli emendamenti al decreto Sostegni approvati dal Parlamento la scorsa settimana c’è anche la proroga per tutto il 2021 dell’aumento a 516,46 euro destinati ai cosiddetti “fringe benefits“, ovvero lo strumento di welfare aziendale che consente ai datori di lavoro di cedere ai propri lavoratori un importo da spendere in beni e servizi. Una decisione che è stata accolta con favore da Assufficio che ritiene sia un buon incentivo per far ripartire un’altra industria, quella del mondo dell’arredo da ufficio, molto colpita dalla crisi sanitaria visto il ricorso in massa allo smart working.

Con il bonus, infatti, possono essere acquistati – tramite apposite piattaforme – sedute ergonomiche, scrivanie e prodotti di illuminazione specifici per lavorare in modo adeguato (in termini di salute e sicurezza) anche da casa. “Questa misura esisteva già, ma erano in pochi a conoscerla, soprattutto tra le aziende più piccole – ha dichiarato il presidente di Assufficio, Gianfranco Marinelli, al Sole 24 Ore –. Inoltre, il precedente plafond era insufficiente per allestire in casa una postazione di lavoro consona ai criteri di ergonomia e salubrità”.

“L’entità dell’importo non consentirà grandi spese, ma è sufficiente all’acquisto di una seduta ergonomica, l’elemento più importante per chi lavora da casa, assieme a una piccola scrivania regolabile in altezza”, ha precisato Marinelli che aveva chiesto di portare il bonus a mille euro. Un recente studio Ambrosetti ha stimato che con il mantenimento della soglia di esenzione a 516 euro, si potrebbe mettere in moto, potenzialmente, 1,6 miliardi di euro di consumi nel Paese, con un incremento complessivo di 794 milioni di euro (251,5 euro pro-capite). Se il plafond venisse innalzato a 1.000 euro, i consumi raggiungerebbero la cifra di 1,88 miliardi (337,2 euro pro-capite). Ovviamente, la stima è sulla spesa complessiva, non solo per quella potenzialmente indirizzata a postazioni per lo smartworking.

“Siamo convinti che sarà d’aiuto – ha affermato Marinelli –. Il nostro settore è uscito un po’ malconcio dal 2020, a differenza di altri comparti del legno-arredo, che hanno invece contenuto le perdite e quest’anno registrano segnali di ripresa». L’anno scorso il settore ufficio ha chiuso con un fatturato in calo del 20%, poco sopra il miliardo di euro, con un calo superiore sul mercato interno (-22,2%) rispetto a quelli esteri (-17,5%), che incidono per il 47% sui ricavi complessivi. “Nel 2021 non ci aspettiamo ancora un recupero, ma speriamo almeno che la situazione si stabilizzi – ha concluso il presidente –. Il futuro degli uffici è molto incerto. Tuttavia, anche se diminuiranno gli spazi destinati alle sedi delle aziende, credo che questo calo potrà essere compensato da nuovi fenomeni, come appunto quello dello smart working, e anche del coworking. Il mondo del lavoro è cambiato ed è chiaro che anche quello delle attrezzature per il lavoro debba cambiare».

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