Decreto salva-scuola mantiene molte lacune e aspetti irrisolti

(Teleborsa) – Delude il decreto salva-scuola, frutto di un accordo fra sindacati e MIUR, che il Ministro Lorenzo Fioramonti porterà in Consiglio dei ministri la prossima settimana. E’ questo il giudizio del sindacato della scuola Anief, che rileva il persistere di molte lacune,. Il decreto in questione – si sottolinea – “non risolverà molto, scalfendo appena il record nazionale di supplenze annuali e di messe a disposizione che si raggiungerà nei prossimi giorni quando saranno assegnate tutte le cattedre vacanti”.

Meglio sarebbe stato – si sottolinea – trasformare le graduatorie di istituto in provinciali e fornire una risposta convincente alla lettera di costituzione in mora della Commissione europea, preludio ad una salatissima procedura d’infrazione, mentre si è raggiunto solo uno sterile accordo che avrà come sicuro risultato quello di generare ulteriore contenzioso.

“Qualora nei tavoli tecnici sulle misure da inserire nel disegno di Legge di Stabilità non saranno presenti le soluzioni prioritarie proposte dal nostro sindacato al ministro Fioramonti, siamo pronti ad avviare lo stato di agitazione per la proclamazione di uno sciopero generale e di una manifestazione nazionale durante il dibattito parlamentare”, avverte il Presidente del sindacato Marcello Pacifico, aggiungendo “riteniamo che i cinque punti dell’accordo Miur-sindacati, siano del tutto insoddisfacenti per dare una risposta convincente al fenomeno in crescita del precariato: non basta qualche decina di migliaia di assunzioni, peraltro ad alto rischio discriminatorio, per dire che si è risolto tutto”.

Quanto all’accordo sindacati-MIUR, l’Anief ha individuato le tante parti dell’accordo che presentano limiti, criticità o scelte errate. Saranno banditi un concorso ordinario per la scuola secondaria e uno nuovo straordinario, con l’esclusione del personale della scuola dell’infanzia e della primaria dove rimane pendente il problema del licenziamento delle maestre con diploma magistrale e l’esclusione dal reclutamento del personale abilitato nei corsi di scienze della formazione primaria. Il concorso straordinario darà il ruolo soltanto ai primi 24 mila che si collocheranno entro tale posizione, a differenza del precedente concorso straordinario che dava accesso a tutti gli idonei alle graduatorie di merito regionali e dell’ultimo concorso ordinario. L’abilitazione serve soltanto per fare i supplenti dalla seconda fascia di graduatoria di istituto e non per entrare nei ruoli e si consegue soltanto se si ha un casuale contratto in corso al 30 giugno. Si potranno inserire in coda, e non a pettine in altra provincia per i ruoli, i precari che sono nelle Gae, GM, GMRE per le prossime immissioni in ruolo del 2020, unica richiesta sensata, ma non risolutiva dei problemi del precariato e comunque scollegato da incentivi per l’assunzione in provincia, regione diversa o piani straordinari di rientro. Decisamente parziale è stata poi a soluzione trovata per gli Ata facenti funzione come Dsga (concorso riservato per Dsga sul 20% dei posti liberi dai futuri pensionamenti quindi neanche 100 posti totali). Per quanto riguarda i corsi di formazione abilitanti, i PAS, si è deciso di inserirli in un disegno di legge collegato alla Legge di Stabilità, come vent’anni fa quando si avviarono le Scuole di specializzazione per definire successivamente la loro utilità ai fini del reclutament

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