Decreto Reclutamento e assegno unico in CdM

(Teleborsa) – Il decreto Reclutamento arriva al Consiglio dei Ministri, dopo un lungo braccio di ferro che ha visto il Premier Mario Draghi bloccare tutte le richieste dei vari ministri e soprattutto di chi voleva allargare il provvedimento e farne uno strumento per una maxi assunzione di dipendenti pubblici. Assieme al decreto reclutamento in CdM anche il provvedimento ponte per l’Assegno unico alle famiglie.

Concorsi in 100 giorni e assunzioni professionisti

Il decreto Reclutamento, come noto, è legato all’attuazione del Recovery Plan, per il quale serviranno professionisti di ogni tipo – dagli ingegneri ai responsabili gestionali dei progetti – da assumere in fretta e per un tempo determinato. Si tratta del terzo pilastro per l’avvio del PNRR dopo il decreto sulla governance e quello sulle semplificazioni ed era atteso per questa settimana secondo la roadmap stilata dal governo.

Una piattaforma che contenga i curricula dei professionisti richiesti, concorsi pubblici in 100 giorni e contratti a tempo determinato di 5 anni: sono questi i tratti salienti del decreto reclutamento. Non ci sarebbe invece una soglia minima di assunzioni per soddisfare la parità di genere e l’assunzione di giovani, che nel privato è al 20%, ma le richieste arrivate dai Ministri Elena Bonetti e Andrea Orlando sono state soddisfatte con la previsione di commissioni ad hoc per valutare gli equilibri di genere.

E’ previsto per ora un “pacchetto” minimo di assunzioni”: 350 addetti alla rendicontazione finanziaria, 500 ai Ministeri (comprensivi del team digitalizzazione), 1.000 assunzioni alle Regioni per le semplificazioni, 16 mila assunzioni per l’ufficio del processo.

Sul tavolo anche l’assegno unico per i figli

Il Consiglio die Ministri esaminerà anche il decreto-ponte per l’assegno unico che dovrebbe partire il 1° luglio, a partire da chi non ha accesso ai sostegni, come autonomi e disoccupati, per poi allargare la platea a tutti nel 2022.

E’ prevista l’erogazione da un minimo di 30 euro ad un massimo di 217,8 euro euro a figlio, a seconda dell’ISEE, per tutti i nuclei familiari sino a 50mila euro di reddito. La cifra più alta andrà alle famiglie con ISEE fino a 7.000 euro e con tre figli, mentre 50 euro in più saranno riconosciuti a chi ha un figlio disabile.

L’assegno unico è riconosciuto a tutti coloro che pagano le tasse in Italia e sono residenti da almeno 2 anni, cittadini europei e titolari di permesso di soggiorno semestrale.

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