Decreto legge crescita: le principali novità per il settore export

Export: quali sono le novità previste dal Decreto legge crescita

Un bonus per le Pmi che partecipano alle fiere in Italia, la stabilizzazione del Piano straordinario made in Italy, il Fondo di venture capital esteso anche a tutti i Paesi fuori dall’Unione europea: sono queste alcune delle principali novità destinate all’export del nostro Paese.

Il made in Italy conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, è il fiore all’occhiello della nostra nazione. L’industria manifatturiera e prodotti quali olio e vino rappresentano l’eccellenza e la qualità italiana sempre più ricercate oltre i confini nazionali.

Per il Ministero dello Sviluppo economico infatti la questione dell’export non solo è importante, ma è anche prioritaria. Ed è in virtù di questo, che è stato approvato (mancano solo le ultime valutazioni di tipo tecnico) un provvedimento per l’export. Il Decreto legge crescita infatti contiene anche un pacchetto di norme con all’interno le novità che riguarderanno l’export italiano.

Export: quali sono le principali novità

All’interno del pacchetto è presente il Piano straordinario made in Italy – che pur essendo previsto dal 2014 con il decreto Sblocca Italia – verrà adottato “annualmente” in quanto il Ministro vuole renderlo stabile. La novità riguarda però i soggetti che dovranno mettere in atto il Piano straordinario, ovvero l’Agenzia Ice, ma anche le associazioni imprenditoriali e le camere di commercio. Inoltre, l’Agenzia Ice è stata autorizzata ad organizzare un bando di concorso per l’assunzione a tempo indeterminato di 65 risorse utili nelle nuove iniziative a respiro internazionale.

La novità più importante è forse rappresentata da un credito di imposta di tre anni e che potrà essere utilizzato dalle Pmi per partecipare a fiere di settore e internazionali organizzate nel nostro Paese. Con questo credito sarà possibile coprire le spese relative all’allestimento dello spazio in fiera, ai costi per l’affitto e a tutta l’attività di comunicazione e promozione annesse.

Le aziende potranno accedere a questo credito fino all’esaurimento dell’importo previsto, ovvero 80 milioni di euro. Questa quota è prevista in uguale misura nel 2020, nel 2021 e nel 2022.

Stando a quanto presente nel pacchetto, verranno effettuati degli interventi anche su due misure per l’internalizzazione quali il Fondo rotativo 394/1981 e il Fondo di venture capital.

Rispetto ad oggi, il Fondo rotativo verrà esteso anche ai Paesi appartenenti all’Ue, mentre il Fondo venture capital verrà esteso a tutti i Paesi extra Ue, quando invece attualmente questo è limitato solo ad alcune aree.

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