Decreto agosto, Confindustria dura con il Governo: risposta all’emergenza ancora inadeguata

(Teleborsa) – Visione di fondo assente, risposta alla crisi da Coronavirus non ancora adeguata e divieto di licenziamento di “dubbia utilità”. È una posizione piuttosto critica verso l’operato dell’esecutivo quella presentata da Confindustria in audizione al Senato sul Decreto agosto.

“Gli interventi d’urgenza adottati dal Governo – ha dichiarato la Direttrice Generale dell’associazione degli industriali italiani, Francesca Mariotti – pur cercando di rispondere a pressanti istanze di ordine economico-sociale e nonostante le ingenti risorse complessivamente stanziate (circa 100 miliardi), non delineano ancora una risposta adeguata alle esigenze congiunturali e a quelle di ripresa e di crescita”.

Duro il commento anche sulla “frammentazione degli interventi” e sui ritardo dell’esecutivo nell’approvazione dei provvedimenti attuativi. Confindustria condanna l’azione di Governo anche per la mancanza di una “chiara visione di fondo”. L’insieme di questi elementi, ha detto la DG dell’associazione, mina “l’efficacia delle misure introdotte rispetto a un sistema economico la cui tenuta complessiva è messa a dura prova dalla crisi. Queste carenze rischiano di avere pesanti ripercussioni su cittadini e imprese, se non si modifica da subito la rotta”.

Note positive vengono individuate invece in alcuni rifinanziamenti (Fondo di Garanzia PMI, IPCEI, automotive, contratti di sviluppo), come pure la proroga della moratoria di legge per i debiti bancari delle PMI.

“Mancano, tuttavia – ha aggiunto Francesca Mariotti – diversi interventi prioritari e di più ampia portata, funzionali soprattutto a sostenere gli investimenti e a garantire, in via strutturale, la liquidità delle imprese”. La Direttrice Generale a tal riguardo ha citato la cedibilità del credito d’imposta 4.0 al sistema bancario sul modello dell’eco-bonus al 110%, la possibilità di modifica dei piani di ammortamento adottati dalle imprese e le misure necessarie a garantire un più agevole recupero dell’IVA sui crediti non riscossi.

Capitolo divieto al licenziamento. Il provvedimento – prorogato nel Decreto agosto – “non ha più ragione d’essere in questa fase, che dovrebbe, invece, essere dedicata a favorire la ripresa delle attività”, ha sostenuto la rappresentante di Confindustria.

“La proroga del divieto di licenziamento ex lege rappresenta un rimedio di dubbia utilità, soprattutto se finisse per ritardare o, addirittura, scoraggiare quegli interventi di riorganizzazione o di ristrutturazione d’impresa e quegli investimenti che potrebbero più rapidamente assicurare competitività e occupazione”, ha aggiunto.

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