Dazi, USA risparmiano la Cina: “Non manipolatrice di valuta”

(Teleborsa) – Gli Stati Uniti “salvano” i rapporti con Pechino e non indicano la Cina come “manipolatrice di valuta”. La conferma è arrivata nel rapporto sulle politiche valutarie dei principali partner commerciali che il Dipartimento del Tesoro USA invia al Congresso ogni sei mesi.

La decisione arriva in un momento cruciale per le trattative sull’accordo commerciale con il colosso asiatico e mentre imperversa la guerra dei dazi: la scelta mitiga così lo scenario internazionale, consentendo a Washington di continuare la ricerca del dialogo con Pechino.

La dichiarazione della Cina come manipolatrice di valute era una delle promesse elettorali di Donald Trump che, finora, non è stata mantenuta anche nel momento di massima tensione tra le due economie.

Secondo una legge del 1988, il Tesoro invia ogni sei mesi un rapporto al Congresso su eventuali manipolazioni sulle valute da parte di Paesi esteri per avere vantaggi commerciali rispetto agli Stati Uniti. La Casa Bianca può prevedere sanzioni economiche per gli Stati inseriti nella lista: l’ultima volta accadde nel 1994 quando l’amministrazione Clinton colpì proprio la Cina.

Pur evitando l’escalation della guerra dei dazi, gli USA hanno confermato la Cina nella lista dei partner commerciali sotto osservazione. Da oggi, oltre a Pechino, Giappone, Germania, Corea del Sud, Irlanda, Vietnam, Singapore e Malesia, c’è anche l’Italia: secondo il rapporto semestrale del Tesoro, in nostro Paese “deve intraprendere riforme strutturali per rafforzare la crescita di lungo termine” e ridurre l’elevata disoccupazione e il debito pubblico.

“Il Dipartimento del Tesoro sta lavorando vigorosamente per raggiungere una crescita più forte e per assicurare che il commercio si espanda in un modo che aiuti i lavoratori statunitensi. Il Tesoro prende seriamente tutte le pratiche valutarie potenzialmente sleali”, ha commentato in una nota il segretario al Tesoro Steven Mnuchin.

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