Dazi, Trump: guanto di sfida all’Europa. Brutte notizie anche per il Made in Italy

A rischio oltre 40 miliardi di esportazioni italiane

(Teleborsa) Donald Trump lancia il guanto di sfida e dichiara guerra (commerciale) all’Europa che di certo non resterà a guardare.
Intanto, la nuova tappa dell’offensiva protezionista del presidente americano che prevede dazi del 25% sulle importazioni di acciaio e del 10% sull’alluminio dall’Ue, mette nel mirino una serie di prodotti italiani che ogni anno vengono esportati negli Usa. Autoveicoli e il cibo su tutti.
MADE IN ITALY NEL MIRINO – Secondo un’analisi della Coldiretti, su dati Istat, a rischio ci sarebbero 40,5 miliardi di esportazioni italiane, che, tra l’altro, nel 2017 hanno raggiunto il record storico. Gli Stati Uniti sono inoltre il principale mercato di riferimento per il made in Italy fuori dall’Unione europea, con un impatto rilevante anche per l’agroalimentare considerato che le esportazioni di cibo e bevande sono aumentare del 6% nel 2017 per un totale di circa 4 miliardi di euro, il massimo di sempre. Gli Usa si collocano al terzo posto tra i principali italian food buyer dopo Germania e Francia, ma prima della Gran Bretagna. Il vino è il prodotto più gettonato dagli statunitensi, davanti a olio, formaggi e pasta.

EXPORT A RISCHIO – Un’ altra analisi, realizzata dal Centro studi di Unimpresa (su dati Istat e riferita al 2016), quantifica il totale delle esportazioni italiane negli Stati Uniti a 36,7 miliardi di euro.
TUTTI I NUMERI – Sul totale delle esportazioni, nel 2016 gli alimentari pesano per 2,02 miliardi (5,49%); le bevande per 1,7 miliardi (4,66%); il settore tessile vale 515 milioni (1,39%); quota 1,5 miliardi (4,25%) per l’abbigliamento e per quanto riguarda la pelle, l’ammontare delle esportazioni si è attestato a 1,7 miliardi (4,73%).
Il settore della chimica ha fatto registrare esportazioni per 1,6 miliardi (4,46%); i prodotti farmaceutici per 1,9 miliardi (5,26%); l’export dei minerali si è attestato a 1,3 miliardi (3,76%) mentre quello dei metalli scende di 456 milioni (-31,58%) a quota 988 milioni (2,68%).
L’elettronica vale 1,3 miliardi (+3,56%). I macchinari pesano 7,1 miliardi (19,40%), mentre l’ammontare delle esportazioni di autoveicoli vale 4,5 miliardi (12,24%). L’export di navi, treni e aerei ammonta a 3,6 miliardi (9,89%).
Nel 2016, inoltre, sono stati esportati mobili per 911 milioni (2,47%); altri prodotti di manifattura incidono per poco più di 2 miliardi (5,45%). Il resto delle esportazioni di made in Italy, che non rientrano nelle precedenti categorie, valgono 3,8 miliardi (10,32%).
Juncker: ciò che possono fare Usa possiamo farlo anche noi – E l’Europa? Ovviamente non sta a guardare e promette battaglia. 
“Desidero evitare una guerra commerciale con gli Usa, ma Washington deve sapere una cosa: gli europei non sono schiavi della politica interna americana”. Così il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, intervistato da RDN. “Il presidente Trump mantiene il suo atteggiamento discutibile verso l’Ue” e “le relazioni transatlantiche sono più annuvolate che serene”, ma è “prematuro” dire che la partnership sia finita. Però, ha avvertito Juncker, “come Trump difende con le unghie gli interessi americani, anche noi difendiamo gli interessi europei”, perché “‘Prima l’America’ non deve voler dire ‘L’Europa per ultima’”. Allo stesso tempo, ha ammonito il presidente della Commissione, “dobbiamo restare uniti”, quindi “sconsiglio agli Stati Ue di cedere alla tentazione di concludere accordi bilaterali con gli Usa”.
 
I DAZI PIOMBANO SUL G7 – Nel frattempo, un portavoce dell’esecutivo comunitario ha annunciato che  il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker incontrerà il presidente Usa Donald Trump a margine del G7 in Canada la prossima settimana per parlare, tra le altre cose, in particolare  della questione dazi.

AMERICA FIRST OR AMERICA ALONE ?-
In attesa di capire cosa succederà, sono in tanti ad ipotizzare che il rischio, piuttosto concreto, che gli Stati Uniti corrono è quello di cadere in un isolamento forzato e che il tanto convincente e sbandierato slogan “American First” possa presto trasformarsi in un pericoloso “America Alone”.
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