Dazi, preoccupano impatti su industria agroalimentare italiana

(Teleborsa) – La guerra dei dazi USA-Cina tocca direttamente anche l’Italia e potrebbe avere ricadute su alcuni settori, come quello agroalimentare che potrebbe subire ripercussioni pesanti o trovare nuove opportunità. I giudizi non sono unanimi e quel che prevale in questo momento è l’incertezza. 

Da questa mattina sono scattati i dazi USA di oltre 800 prodotti cinesi, per un valore di 34 miliardi, ma altri sono in programmazione per il prossimo futuro. La Cina non starà certo a guardare e contrattaccherà con dazi sui prodotti statunitensi, a partire dai prodotti agricoli come la soia ed i semilavorati dell’industria agroalimentare.

Rischi od opportunità per l’agroalimentare tricolore? I giudizi non sono unanimi e nulla è certo prima di capire come evolverà la guerra commerciale in atto e quali saranno le relative alleanze: la Cina ha già chiesto all’Europa di allearsi contro gli USA, ma Bruxelles sta trattando con Trump una “esenzione” per le proprie auto.

E’ il trionfo del “vero” Made in Italy ma…

Tra le prime vittime della guerra commerciale tra USA e Cina ci sarebbero anche i falsi formaggi italiani prodotti negli Stati Uniti: dal parmesan al provolone fino alla mozzarella, colpiti dalla ritorsione di Pechino alle misure protezionistiche di Trump appena entrate in vigore. E quindi secondo la Coldiretti, che rappresenta una parte degli agricoltori italiani, “l’Italia potrebbe avvantaggiarsi della situazione”, dopo che le esportazioni di formaggi Made in Italy nel paese asiatico sono cresciute del 27% in quantità nel 2017 raggiungendo il massimo storico.

Lo stop cinese colpisce in realtà una vasta gamma di prodotti agroalimentari a stelle e strisce – dai formaggi alla soia, dal mais al grano, dallo yogurt al burro, dal riso alla carne di maiale e di manzo, fino a pollame, pesce, nocciole e frutta e verdura come arance, patate, pomodori, asparagi, melanzane – ed offre chance di crescita anche per il settore ortofrutticolo italiano, ma Coldiretti esprime anche preoccupazione per l’andamento del commercio di alcuni prodotti base (soia, sorgo, carne) che hanno già conosciuto crolli sui mercati internazionali.

Fra i due litiganti il terzo “soccombe”

Preoccupazione viene espressa da Confagricoltura, che si preoccupa delle ripercussioni pesanti della guerra commerciale sul settore agroalimentare italiano. “Questo potrebbe essere, purtroppo, solo l’inizio. Le due parti, infatti, hanno dichiarato di esser pronte ad estendere la guerra a colpi di tariffe e ritorsioni fino ad un valore di 50 miliardi di dollari”, ha ricordato il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti.

“In queste condizioni possono saltare i normali flussi commerciali, con possibili conseguenze sui prezzi”, ha aggiunto, affermando che “il sistema agroalimentare ha molto da perdere in una escalation dazi e ritorsioni su scala mondiale”.

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