Dati PIL, la sorpresa di consumatori e imprese. Giorgetti: genera ottimismo sulle prospettive di crescita

(Teleborsa) – Le stime Istat per il terzo trimestre del 2022 con un prodotto interno lordo (PIL) in crescita dello 0,5% rispetto al trimestre precedente – e del 2,6% in termini tendenziali – è stato accolto con favore anche dal governo, a lavoro sulla Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza (Nadef). Il Mef potrebbe sottoporre ai ministri il documento di programmazione con le nuove stime programmatiche nel prossimo Consiglio dei Ministri, che si potrebbe tenere già in settimana (si ipotizza già il 4 novembre).

Nel frattempo è più che positivo il commento del ministro Giancarlo Giorgetti. “Una prima lente attraverso la quale guardare con ottimismo alle prospettive di crescita della nostra economia nel difficile contesto internazionale in cui ci troviamo è connessa all’attuazione del Piano di Ripresa e Resilienza (PNRR): queste ingenti risorse, infatti, permetteranno di promuovere la transizione ecologica e digitale, rilanciare la crescita e migliorare l’inclusione sociale, territoriale, generazionale e di genere”, ha dichiarato durante la sua partecipazione alla Giornata Mondiale del Risparmio. Quanto alle prospettive di crescita ha aggiunto: “vediamo la situazione nel suo evolvere positivo”.

Soddisfatti dei risultati anche consumatori e imprese. “Bene, un dato superiore alle attese, considerato che alcuni analisti si aspettavano addirittura un calo del Pil rispetto al trimestre precedente”, ha affermato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Insomma, Draghi lascia maggiori margini di manovra al Governo Meloni che si spera oggi intervenga con misure forti per contrastare le bollette astronomiche che gli italiani stanno pagando”, ha oggi.

Per Confcommercio “il dato di oggi è una ulteriore, positiva, sorpresa sulla vitalità e sulla capacità di reazione della nostra economia. La crescita dello 0,5% congiunturale, che ci pone tra i Paesi più dinamici in Europa è, infatti, un dato in controtendenza rispetto alle valutazioni dei principali previsori che si attendevano una moderata riduzione (-0,4% secondo il network Focus Economics)”. “Alla base di questa evoluzione favorevole – ha sottolineato in una nota – c’è il progressivo recupero registrato dai servizi, soprattutto quelli legati al turismo e al tempo libero, che hanno beneficiato anche del contributo della domanda degli stranieri. Il dato di oggi, inoltre, rende concreta la possibilità di crescita nell’intero 2022 prossima o superiore al 3,5%. Tuttavia, ciò non attenua le preoccupazioni sull’andamento dell’economia nei prossimi mesi”.

Per Paolo Pizzoli, Senior Economist di ING, i risultati odierni sono frutto dell’effetto riapertura e di una stagione turistica molto positiva che si sono dimostrati “ancora potenti motori di crescita”. In prospettiva, ha però avvertito Pizzoli, una contrazione del PIL appare difficilmente evitabile e segnerà l’inizio di una recessione di breve durata che potrebbe già terminare nel secondo trimestre del 2023. “I dati sulla fiducia sono scesi ulteriormente a ottobre, anche nel settore del turismo. Le famiglie sono diventate più pessimiste, poiché il loro reddito disponibile è sempre più eroso dall’accelerazione dell‘inflazione a fronte di una lenta crescita dei salari. Sicuramente il nuovo governo darà priorità a nuove misure compensative, ma queste andranno per lo più a rifinanziare quelle in scadenza, riuscendo a limitare i danni piuttosto che indurre un’inversione di tendenza”, ha affermato.