I danni del down di Facebook e Instagram: ecco quanto è costato

Down del 13 marzo 2019: un "fermo" che potrebbe costare cifre molto alte al social network

13 marzo 2019: questo giorno sarà ricordato come quello in cui tutte le applicazioni dell’azienda di Menlo Park, “hanno smesso di funzionare” non permettendo l’invio di un qualsiasi contenuto di tipo multimediale.

Facebook, insieme ad Instagram, WhatsApp e Messenger sono state interessate da un “down” avvertito non solo in Italia, ma anche in tutto il resto del mondo. Otto ore di silenzio – dalle 18 del 13 marzo alle 4.00 del 14 marzo – e che hanno messo in allarme non solo gli utenti, ma anche gli inserzionisti che con molte di queste piattaforme ci lavorano quotidianamente.

L’impossibilità di caricare del tutto o solo in parte i contenuti e le pagine, era anche accompagnata da un messaggio di errore. A quel punto diversi brand marketer hanno iniziato a segnalare tramite Twitter che il sistema che regola l’acquisto degli annunci su Facebook era in down. Portavoci del social network hanno poi dichiarato che erano in atto le indagini per comprendere non solo i motivi dell’accaduto, ma anche per rilevare l’impatto derivato. E Facebook ha preso in considerazione anche “la possibilità di effettuare rimborsi agli inserzionisti”.

Per questo social network, le vendite degli annunci costituiscono un introito importante, motivo per cui le difficoltà riscontrate e dunque i danni a seguito del down del 13 marzo, potrebbero avere un impatto economico non di poco conto. Stando alle stime di vendita per il 2019 infatti, Facebook Inc. prevede di generare un introito medio di circa 167 milioni di euro al giorno.

I problemi rilevati principalmente dal down delle applicazioni, secondo i dati registrati da Downdetector – un sito web che si occupa della segnalazione di problemi legati a siti web e applicalzioni – hanno interessato l’entrata negli account fino ad arrivare all’impossibilità di postare commenti e di caricare foto. E come accennato, non hanno riguardato solo Facebook, ma anche Messenger, Whatsapp e Instagram.

Un “colpo basso” per Facebook, già sotto i riflessori per la questione inerente alla mancata salvaguardia dei dati personali degli utenti sicritti. Nel frattempo è in corso un’indagine da parte del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, ma il titolo ha perso punti. Infatti, è salito meno dell’1% a circa 153€ e ha perso oltre il 20% dal picco raggiunto dal 25 luglio.

I danni del down di Facebook e Instagram: ecco quanto è costato