Dalla guerra all’Isis alla bomba all’idrogeno della Corea del Sud: il mondo non è per niente in pace

(Teleborsa) – Ash Carter si riferiva all’Isis, ma a ben vedere le minacce alla pace vanno oltre il terrorismo jihadista. 

Poco dopo il discorso del Segretario della Difesa USA davanti alla Commissione Difesa del Congresso, nel quale Carter ha dichiarato senza mezzi termini che contro il sedicente Stato islamico “siamo in guerra”, dall’altra parte del globo Kim Jong Un mostrava al mondo la presunta forza della Corea del Nord.

Il leader comunista ha annunciato che il suo Paese possiede la bomba all’idrogeno, molto più devastante degli ordigni atomici fatti detonare finora.

“Siamo diventati una grande potenza nucleare in grado di difendere la dignità e l’indipendenza della nostra patria da grandi attacchi nucleari e all’idrogeno” avrebbe detto Kim Jon Un secondo l’agenzia di stampa di Stato KCNA, aggiungendo che Pyongyang continua a sviluppare “attivamente” la propria industria militare.

Non è la prima volta che il dittatore parla di bombe all’idrogeno. Questa volta, però, le parole sanno di conferma. Inoltre l’annuncio sarebbe stato dato durante l’ispezione in un impianto di armi della capitale recentemente ammodernato.

Tornano all’Isis, ieri Carter ha ammesso che l’America e gli alleati non sono riusciti a contenere l’estremismo islamico. Cosa fare ora che “siamo in guerra”? Il Capo del Pentagono ha detto di aver contattato personalmente 40 Paesi per chiedere un contributo nella lotta all’Isis. Gli stessi Stati Uniti sono pronti ad intervenire con elicotteri per togliere la città irachena di Ramadi al Califfato, ma solo su richiesta di Baghdad. 

No, invece, al dispiego di significative forze di terra in Siria e Iraq perché ciò “americanizzerebbe il conflitto”.

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