Dal taglio drastico delle partecipate al restyling del processo contabile, sì ai tre decreti della riforma Madia

(Teleborsa) – Il Consiglio dei ministri, ha approvato tre decreti che riguardano la pubblica amministrazione: codice di giustizia contabile, riordino della disciplina delle partecipazioni societarie delle amministrazioni pubbliche e, modifica e integrazione del codice dell’amministrazione digitale. Slitta invece la riforma dei dirigenti. La riscrittura delle regole per la dirigenza statale slitta a fine agosto così come il riordino delle Camere di commercio ed enti di ricerca.

I ministri hanno dato via libera al decreto legislativo che prevede “la drastica riduzione delle società partecipate, con particolare riferimento alle scatole vuote, alle società inattive, alle micro e a quelle che non producono servizi indispensabili alla collettività”. Sono introdotti interventi di razionalizzazione dei compensi degli amministratori. 

“Riduzione società partecipate e cittadinanza digitale approvate, definitivamente, oggi. La #RiformaPA continua. #passodopopasso”. Lo scrive in un tweet il ministro della Funzione pubblica, Marianna Madia, dopo il via libera del consiglio dei ministri ai tre decreti sulla PA. 

Il Consiglio dei ministri ha inoltre approvato in via definitiva il decreto sul codice dell’amministrazione digitale (CAD). Nello specifico il “cambiamento strutturale” del rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione è affidato a un’identità digitale, attraverso cui accedere e utilizzare i servizi erogati in rete dalle pubbliche amministrazioni, e al domicilio digitale (SPID), in collegamento con l’anagrafe della popolazione residente. SPID sarà l’identificativo con cui un cittadino si farà riconoscere dalla pubblica amministrazione, mentre il domicilio digitale sarà l’indirizzo on line al quale potrà essere raggiunto dalle pubbliche amministrazioni. 

Infine il restyling del processo contabile. Ora diventa più celere e le garanzie della difesa vengono rafforzate, sottolinea la presidenza del Consiglio in una nota ricordando il processo contabile “fin qui disciplinato da norme risalenti molte addirittura agli anni ’30”. Per il Governo quindi “obiettivo raggiunto senza perdere di vista l’interesse pubblico al ristoro del danno erariale e al contrasto agli sprechi e alla corruzione”.

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