Da SURE a Next Generation, il piano “monstre” targato UE

(Teleborsa) – Per il Recovery Fund post pandemico europeo non c’è ancora un problema di ritardi nell’attuazione, anche se qualche rischio non manca; ma la vera sfida sarà un’altra, soprattutto da parte dell‘Italia e della Spagna che ne saranno i maggiori beneficiari: quella di dimostrare che il meccanismo funziona, perchè le Amministrazioni Pubbliche nazionali sono capaci di assorbire le risorse europee, di spenderle come previsto e nei tempi previsti. Questo, in sintesi, il quadro tracciato dal Commissario Ue all’Economia Paolo Gentiloni, intervenuto online al Festival della Diplomazia, intervistato dal direttore de la Repubblica Maurizio Molinari.

“Capisco benissimo – ha detto Gentiloni – la discussione sui tempi in cui arriveranno le risorse comuni europee per me è un’attività quotidiana quella di cercare di risolvere i problemi accelerando i negoziati col Parlamento Europeo e contribuire affinchè i tempi siano rispettati. Tuttavia, devo dire che i tempi sono più o meno quelli che erano stati pianificati: non ci sono ritardi consistenti. C’è – ha riconosciuto – un rischio di accumulare qualche ritardo, che stiamo cercando di evitare, ma sono rischi limitati. Abbiamo la fortuna di avere la Germania alla presidenza di turno, che sta facendo uno sforzo molto consistente”.

“Ma comunque – ha precisato il Commissario – le risorse cominciano già ad affluire con il programma Sure” per il sostegno ai sistemi nazionali di cassa integrazione. “E’ un’iniziativa di cui sono molto orgoglioso perchè è stata una mia proposta fatta insieme al commissario agli affari sociali Nicolas Schmit; e queste risorse, per l’Italia sono 27,4 miliardi di euro, arrivano quest’anno, non l’anno prossimo”.

“Il problema per i prossimi anni, lo anticipo ora per allora, non sarà tanto se vi saranno o no dei ritardi dei fondi in comune che arrivano dall’Unione europea, ma sarà – ha sottolineato Gentiloni – la capacità dei Paesi di assorbire risorse così ingenti in un tempo così limitato, e la capacità dei Paesi di rispettare i cronoprogrammi, le scadenze che saranno indicate nei loro stessi piani nazionali. Questa è una grande sfida per la Pubblica Amministrazione, per il Governo, per i ministeri; e non solo in Italia”.

Passeremo l’anno prossimo, se non ci saranno incidenti maggiori, da una fase in cui diciamo “speriamo che arrivino presto le risorse europee”, a una fase in cui dovremmo mettere molta pressione per poterle assorbire, queste risorse”, ha insistito Gentiloni.

Poi un elogio all’Europa. “La reazione dal punto di vista economico” dell’Europa alla pandemia “è stata direi sorprendente, straordinaria: se mettiamo insieme tutto – ha ricordato Gentiloni -, abbiamo da una parte i singoli Stati nazionali che hanno speso qualcosa come il 4-4,5 per cento del PIL in misure straordinarie, e qualcosa come il 25% del Pil per garanzie pubbliche contro i rischi di fallimenti delle imprese; e dall’altra abbiamo un pacchetto di misure europee che porterà la Commissione, fra il 2020 e il 2023, a essere uno dei principali emittenti di debito nei mercati finanziari”.

Per questa emissione di debito, ha annunciato il commissario, “noi cominceremo questa settimana con la prima trance del programma SURE, e andremo avanti nel corso del prossimo anno con la seconda tranche di SURE e con le diverse tranche del “Next Generation EU”. Alla fine della fiera saranno 8-900 miliardi di debito comune per finanziare con sovvenzioni o con prestiti i diversi paesi europei. Se ce lo avessero detto otto mesi fa, che la Commissione, l’Unione Europea avrebbe deciso una cosa del genere, sarebbe stata considerata poco più che una battuta di spirito”, ha osservato.

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