Da price cap a grano, Draghi in pressing

(Teleborsa) – Tetto al prezzo del gas, sblocco del grano ma anche sostegno militare all’Ucraina: il Presidente del Consiglio Draghi fissa il perimetro dell’azione, ribadito anche dai leader nella bozza della dichiarazione finale del summit del G7.



“Dobbiamo eliminare per sempre la nostra dipendenza dalla Russia. Anche quando i prezzi dell’energia scenderanno, non è pensabile tornare ad avere la stessa dipendenza della Russia che avevamo”, sottolinea il Premier italiano, in pressing per convincere gli scettici a imboccare “la via italiana”.

Imporre un tetto al prezzo dei combustibili ha un obiettivo geopolitico, oltre che economico e sociale: consentirebbe infatti di ridurre i finanziamenti a Mosca contrastando una delle principali cause dell’inflazione.

Quella che sta affrontando ora l’Europa non è un’inflazione provocata dal sistema economico Ue dall’interno, ma un’inflazione importata, prodotta (non solo) ma in larga parte dai rincari dell’energia. Rincari che, se non limitati rapidamente provocano un pericoloso effetto domino dal quale è difficile riprendersi, esattamente come sta accadendo per il gas.

Tanto più che Roma può contare sulla sponda degli Usa. “Putin spera che qualcuno nel G7 e nella Nato si divida, ma non è affatto accaduto e non accadrà”, ha assicurato Biden annunciando lo stanziamento di 600 miliardi di dollari da qui al 2027 per investimenti nelle infrastrutture nel mondo. Sul price cap per il petrolio ha aperto anche Parigi, più cauto per ora il Presidente del consiglio Ue Michel il quale ha spiegato che l’obiettivo è “colpire la Russia e non le nostre economie”.

Da Elmau in Germania, Draghi ha anche invitato “ad accelerare i nostri sforzi sul fronte della sicurezza alimentare. Va fatto molto prima di settembre quando arriverà il nuovo raccolto”.