Da Cdm ok al Dl Semplificazioni ma “salvo intese”

(Teleborsa) –

Via libera dal Consiglio dei ministri al Dl Semplificazioni ma “salvo intese” che dovrebbero riguardare “aspetti tecnici, non politici”, come assicurano fonti di governo.

La lunga riunione notturna, durata diverse ore, è servita a stemperare alcune delle divergenze più profonde nella maggioranza, ma non a cancellarle.

Tanto basta però al premier Giuseppe Conte che lo presenterà nei prossimi giorni anche ai leader europei negli incontri preparatori del Consiglio UE del 17-18 luglio sul Recovery fund: il Cdm ha approvato anche il Programma nazionale di riforma e il ddl di assestamento di bilancio e al rendiconto dello Stato.

Se infatti è arrivato l’ok allo sblocca opere con deroghe agli appalti e supercommissari sulla base del “modello Genova”, l’elenco – comprensivo di 40-50 opere – non è entrato nel testo del decreto e dovrebbe essere oggetto di un altro dl, così come la nomina dei commissari per cui ci sarà tempo fino alla fine dell’anno.

PD, Leu e IV hanno infatti mantenuto le loro riserve sulle deroghe alle norme sugli appalti e sulle opere da inserire nell’elenco, ma anche sulla norma per l’abuso d’ufficio per cui il partito di Matteo Renzi ha chiesto di mettere per iscritto le proprie perplessità: la norma attuale prevede che il reato avvenga quando ci si procuri un vantaggio violando “norme di legge o di regolamento”.

La modifica prevede che sarà punibile chi violi “specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e dalle quali residuino margini di discrezionalità”.

Manca anche l’accordo anche sull’interoperabilità dei dati che vede la contrapposizione tra la ministra per l’innovazione, Paola Pisano, e il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri.

Accordo invece sul Durc, mentre viene stralciata, su richiesta di Roberto Speranza, la norma che aumentava le percentuali di subappalti.

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