Cyberattacchi, nel 2020 numero record: danni pari a 2 volte PIL Italia

(Teleborsa) – Con la pandemia aumentano gli attacchi informatici. A livello mondiale, nel 2020, sono stati 1.871 quelli gravi di dominio pubblico, il 12% in più rispetto al 2019. I danni globali valgono due volte il PIL italiano. Il 10% dei cyberattacchi ha sfruttato il tema Covid-19, nel mirino anche lo sviluppo dei vaccini. Queste le principali evidenze contenute nel Rapporto di Clusit, l’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica.

In media – secondo il Rapporto – si tratta di 156 attacchi gravi al mese, il valore più elevato mai registrato ad oggi, con il primato negativo di dicembre, in cui ne sono stati rilevati ben 200. Nel 2020 l’81% degli attacchi gravi a livello globale ha avuto come obiettivo l’estorsione di denaro (cybercrime). Seguono le attività di cyber-spionaggio pari al 14% del totale. Su questo fronte molte di queste attività sono state correlate alle elezioni Usa, ma anche ai danni di enti di ricerca ed aziende coinvolte nello sviluppo dei vaccini contro il Covid-19. Nel settore della Sanità, il 55% degli attacchi a tema Covid è stato perpetrato a scopo di cybercrime, con finalità di spionaggio e guerra di informazioni nel 45% dei casi. Gli attacchi sono stati messi a segno prevalentemente usando virus malevoli (malware nel 42% dei casi), tra i quali spiccano i cosiddetti ransomware, utilizzati in quasi un terzo degli attacchi (29%), che limitano l’accesso ai dati contenuti sul dispositivo infettato, richiedendo un riscatto.

Nel 47% dei casi gli attacchi si sono concentrati negli Stati Uniti, nel 22% dei casi in località multiple, a dimostrazione della capacità di colpire in maniera diffusa bersagli geograficamente distanti e organizzazioni multinazionali.

“I dati ci mostrano ancora una volta che l’accelerazione continua del cybercrime ha un impatto sempre più elevato sulla nostra società” afferma Gabriele Faggioli, presidente di Clusit. “La crescita straordinaria delle minacce cyber, in particolare nell’ultimo quadriennio, – sottolinea Andrea Zapparoli Manzoni, co-autore dell’analisi Clusit – ha colto alla sprovvista tutti gli stakeholders della nostra civiltà digitale e rappresenta ormai a livello globale una tassa sull’uso dell’Ict che arriva a duplicare il valore del PIL italiano stimato nel 2020, considerando le perdite economiche dirette e quelle indirette dovute al furto di proprietà intellettuale”.

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