Cura Italia, le riserve dell’Antitrust su alcune proposte di modifica del decreto

(Teleborsa) – In sede di conversione del decreto legge Cura Italia (d.l. 17 marzo 2020, n. 18), è necessario che “venga valutata con estrema attenzione la proporzionalità di tutte quelle misure che, con il lodevole obiettivo di tutelare la salute pubblica e proteggere nell’immediato le fasce più deboli del sistema economico, possono pregiudicare la ripresa e la crescita, una volta terminata la fase emergenziale”. L’avvertimento arriva dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) che ha esternato le proprie riserve in merito ad alcune proposte di modifica del Cura Italia. Emendamenti – scrive l’Antitrust in una nota – che “finiscono per introdurre misure destinate a ingessare, se non a sospendere, il confronto competitivo in interi settori produttivi”.

OPERATORI TELEFONICI – Messo all’indice dall’Autorità è, innanzitutto, l’emendamento volto a bloccare il cambio di operatore telefonico o la generazione di nuovi numeri durante l’intera fase di emergenza. Per l’Antitrust, dal momento che la maggior parte delle attività di migrazione vengono svolte da remoto, “tale misura si rivela certamente sproporzionata, traducendosi nell’impossibilità per i clienti di cambiare fornitore, in un momento in cui trovare l’offerta commerciale di servizi di telefonia più consona alle nuove esigenze è cruciale e preziosi possono essere i benefici del confronto competitivo (prezzi più bassi o servizi migliori)”.

CONCORRENZA INFRASTRUTTURALE – Anche la concorrenza infrastrutturale, funzionale all’offerta dei servizi di comunicazione da rete fissa, rappresenta per l’Agcm “un passaggio cruciale per affrontare le diverse fasi dell’emergenza”. In questa prospettiva, per l’Autorità, sono diversi gli interventi che possono comportare una più veloce costruzione della rete in fibra ottica. In particolare l’Antitrust suggerisce di “ridurre gli oneri amministrativi previsti per la realizzazione delle reti; favorire la condivisione delle infrastrutture; e aumentare il grado informativo rispetto alle infrastrutture esistenti”. Limitatamente alle aree bianche, potrebbero, invece, – si legge nella nota – “essere previste deroghe alla regolamentazione vigente volte a permettere l’avvio di un maggior numero di cantieri. Le amministrazioni locali, inoltre, potrebbero mettere a disposizione dei vari operatori le infrastrutture atte ad ospitare le reti di telecomunicazione già esistenti e di loro pertinenza”.

GARE E CONCESSIONI –
Riguardo alle proposte di proroga di gare e concessioni l’Autorità auspica che “venga effettuato un attento e necessario bilanciamento tra i benefici di breve periodo e i possibili costi che si potrebbero manifestare in un orizzonte temporale più ampio. I provvedimenti tesi a posticipare il confronto concorrenziale dovrebbero infatti – spiega l’Antitrust – essere rigorosamente temporanei e direttamente funzionali al superamento dell’emergenza, evitando proroghe automatiche e generalizzate. In particolare, molte amministrazioni locali, prima dell’emergenza, stavano avviando le procedure per l’affidamento dei servizi di TPL su gomma. Se un periodo di sospensione delle gare può apparire ragionevole, – conclude l’Agcm – le proroghe degli affidamenti (peraltro già tutti in regime di prorogatio dal 3 dicembre 2019) non dovrebbero comunque eccedere le reali esigenze delle amministrazioni, per consentire quanto prima il ricorso a strumenti idonei a favorire un utilizzo efficiente delle risorse pubbliche”.

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