Crollo Genova, allarme ponti rimasto inascoltato

(Teleborsa) – Ponti a rischio da nord a sud. Il dramma di Genovaalla vigilia di Ferragosto, su una delle arterie più trafficate in una Regione come la Liguria già alle prese con problemi idrogeologici, fa riemergere con forza la necessità di un piano straordinario per le infrastrutture sospese. Sicurezza dei trasporti e incolumità delle persone sono esposte alle conseguenze provocate da degrado e mancanza di manutenzione. Tra il 2016 e il 2017 su tutta la rete stradale italiana sono stati otto i ponti crollati. Dopo il tragico crollo di Annone, avvenuto nel 2016 sulla Milano-Lecco, in coincidenza con il transito di un autoarticolato, è emersa una situazione preoccupante per i viadotti.

A gennaio scorso, l’ingegnere Remo Calzona, già professore di Tecnica delle costruzioni all’università Sapienza di Roma, aveva lanciato l’allarme per uno dei ponti più utilizzati della Capitale, quello che attraversa il Tevere all’altezza della Magliana, in base a uno studio da lui svolto sullo stato di conservazione. Il ponte della Magliana è attraversato da 10 milioni di veicoli ogni anno per raggiungere l’aeroporto di Fiumicino. Le prime indicazioni di problemi di stabilità risalgono al 1976. Da Mantova, Cremona e Parma la richiesta di un piano nazionale straordinario per tutti i ponti del Po. Si parla di quattro cavalcavia pericolosi sulla superstrada Milano-Meda, l’asse principale di comunicazione tra Milano e la Brianza. L’ultimo appello in proposito risale a 24 ore fa. E si parla di stop al traffico, ma a partire solo da fine agosto, con i tir e le auto che continuano a transitarvi.

Quando però si adottano provvedimenti restrittivi, si tarda a varare alternative. Nel pavese, lo stop ai tir sul ponte della Gerola e la chiusura totale al traffico del ponte sul torrente Agogna hanno comportato l’invasione del paese di Mezzana Bigli, attraversato dai tir, ovvero cisterne, diretti al grande polo ENI di Sannazzaro. In questo caso, il traffico pesante provoca danni all’asfalto e alla fognatura, mentre le vibrazioni hanno conseguenze su edifici pubblici e privati e sulla chiesa del piccolo abitato. Lo scorso anno l’assemblea dei sindaci della provincia di Imperia ha reso nota l’attività di monitoraggio di tutti i ponti per la cui manutenzione occorrono quasi due milioni di euro.

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