Crisi, Salvini apre a Berlusconi e Meloni. Pd spaccato su alleanza con M5S

Matteo Salvini pronto ad allearsi con Berlusconi e Meloni alle prossime elezioni, Pd spaccato

(Teleborsa) – Gli scenari di questa crisi di mezza estate sono ancora incerti e, nella concitazione delle ultime ore, si accavallano le ipotesi in campo.

Da una parte il leader della Lega Matteo Salvini, conta selfie a palate come fossero voti ma, pur essendo sicuro dei suoi numeri e accarezzando l’idea di correre da solo, apre a Meloni e Forza Italia (con Silvio Berlusconi pronto ad appoggiare Salvini Premier alle prossime elezioni).

Dall’altra al grido grillino di “salviamo l’Italia dai nuovi barbari” il Movimento 5 stelle medita di contrastare il successo del beach tour di Salvini con l’ultima spiaggia dell’accordo con il Partito democratico che, da nemico giurato, viene eletto ora a possibile alleato in nome di un “eroico” tentativo di restare al Governo, tagliando sì le poltrone, ma quelle altrui. Un’ipotesi caldeggiata da Matteo Renzi che spacca il Pd.

La scissione nel Pd ormai è un dato di fatto – ha affermato questa mattina l’europarlamentare del Pd Carlo Calenda – Siamo riusciti a far titolare ai giornali ‘crisi del Pd’ invece di ‘crisi di governo’. Il tutto grazie a una proposta surreale: dovremmo votare con M5s un governo istituzionale che dura sei mesi per poi dare a Salvini il 60% e terremotare il Pd, non ne capisco la logica”. E, ovviamente, il patto Renzi-Grillo incassa anche lo sdegno della Lega che, in vista di questo inatteso scenario, corre ai ripari.

Un governo istituzionale per evitare le urne e fare la manovra? Una vera sciocchezza. Questa è sempre stata la scusa per le peggio porcherie: quando s’avvicina il momento delle elezioni c’è sempre qualcuno che scopre cose urgentissime da fare per mettere in sicurezza i conti”, ha affermato in una intervista a La Stampa il presidente leghista della commissione Bilancio della Camera, Claudio Borghi, confermando che la finanziaria di un eventuale governo salviniano “è già pronta”.

Come mantenere le promesse di Salvini su taglio dell’Irpef e blocco dell’Iva è presto detto: “faremo valere le nostre ragioni con Bruxelles e il deficit starà al 3%”, spiega Borghi non accennando al patto stretto dal Ministro dell’economia Giovanni Tria per evitare le sanzioni Ue che prevede di ridurre il deficit all’1,8%.

“Nelle prossime ore vedrò Berlusconi e la Meloni alla luce del sole. Gli proporrò un patto, l’Italia del sì contro l’Italia del no”. Ha detto Salvini in un’intervista al Giornale. In questo centrodestra che unito va verso il voto “ci saranno Forza Italia, Fratelli d’Italia e nuove realtà fatte da buoni sindaci e amministratori”, spiega Salvini. Il campo dei moderati per il leader della Lega è aperto: “Io non escludo nessuno. Questo non è il momento di escludere ma di includere il più possibile”, ha aggiunto.

Ad oggi, tuttavia, è difficile dire quale governo scriverà la legge di Bilancio da inviare a Bruxelles entro il 15 ottobre. Qualche risposta potrebbe emergere già nelle prossime ore dalla conferenza dei capigruppo convocata per oggi alle 12 al Senato e domani alla Camera. I presidenti dei gruppi parlamentari dovranno, infatti, decidere quando convocare a Roma deputati e senatori e su cosa votare. Tra i temi sul tavolo la possibilità, sostenuta da Salvini, di votare il 14 agosto, cioè tra 48 ore, nel giorno del primo anniversario della tragedia del ponte Morandi, la mozione di sfiducia a Conte.

Intanto, dopo l’impennata di venerdì scorso provocata dalla crisi di Governo, lo spread Btp-Bund si mostra in calo in apertura a 234 punti, rispetto ai 240 della settimana scorsa. Il rendimento è dell’1,76%. Piazza Affari apre a +0,8%.

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