Crisi Motorizzazioni: uffici sguarniti e patenti lumaca

(Teleborsa) – Due mesi dall’eame di pratica per ottenere la patente di guida. Nel migliore dei casi. Ma nel malaugurato caso di una bocciatura, è addirittura possibile la scadenza della validità del cosiddetto foglio rosa prima di un nuovo appuntamento. Stesso discorso di tempi lumaca per l’esame di teoria che precede la prova di pratica. Finisce così che un aspirante automobilista che si rivolge a una scuola guida per prendere la patente debba attendere cinque/sei mesi dall’iscrizione prima di ricevere la sospirata card di plastica che attesta l’abilitazione a condurre veicoli, moto e altri automezzi. Quando va bene. Tempi lunghi, con spese non certo a buon mercato.

Un fenomeno negativo che da tempo investe l’intera Italia  e che riguarda non solo le nuove patenti, ma duplicati, verifiche  comunque quanto di competenza degli uffici delle diverse Motorizzazioni Civili per i relativi rilasci. Ovunque, infatti, uffici al collasso. In primo luogo per la mancanza di personale effetto diretto della spending review, che dal 2008 ha prodotto la riduzione di un terzo del personale al lavoro negli uffici. Poi per l’organizzazione del lavoro, spesso inadeguata. I dipendenti sono infatti scesi da 5.500 a 3.500, quando nel 1967, ancora in pieno boom dell’automobile, superavano i 7.000.

Senza considerare che dal 2012 il numero degli esami di guida è tornato sensibilmente a salire: da 1,64 milioni di prove a 1,83 registrato nel 2015, con tendenza alla crescita, come indicano i dati dei primi 5 mesi del 2016. Una vera e propria emergenza, tanto che il Ministero dei trasporti e Infrastrutture rende noto: “Contiamo di recuperare subito un centinaio di funzionari e impiegati fra i lavoratori delle ex Province da inviare nelle sedi della Motorizzazione, per tamponare l’emergenza”.

Già, perché in tutto il Paese gli esaminatori eseguono i propri compiti di giudicare gli allievi in modalità “sedute in conto privato”, con il risultato che a pagare le spese agli istruttori d’esame sono le scuole guida, ovvero gli stessi candidati, ovviamente anche e non di rado con l’aggiunta di un ulteriore “balzello di commissione”, sebbene in modo mascherato.

In passato la modalità “sedute in conto privato” era riservata a quanti per prepararsi all’esame di guida non ricorrevano alle scuole guida, ma si presentavano direttamente alla Motorizzazione. Fino al cambiamento della norma che ha posto dei limiti. “Un tempo le sedute in conto privato erano l’eccezione – spiega Emilio Patella, presidente di Unasca, associazione delle scuole guida – ma ormai vengono fatti così otto esami di pratica su dieci. E va anche peggio agli autotrasportatori, in quanto la revisione dei camion si paga cara”.

I sindacati spiegano il caos alla Motorizzazione accusando del problema il blocco del turn-over per il pensionamento dei lavoratori, e Mantova, ad esempio, la criticità è stata apparentemente risolta chiudendo l’ufficio due giorni alla settimana. Altrove, le conseguenze dei rimedi improvvisati sortiscono esiti ben peggiori in quanto a ritardi e disagi per gli utenti.

Gli esaminatori vengono, infatti, presi in prestito di volta in volta da altre sedi. Con paradossi come nel caso di alcuni uffici in Sardegna, dove il personale è preso in prestito da Cagliari, costretta a sua volta a chiedere a rinforzi a Lazio e Toscana. Ovviamente con l’inevitabile aumento di costi e di prezzi dovuti alle indennità di trasferta, come sempre in questi casi di supplenza fuori sede. E oltre ai pensionati, ci sono da sostituire le assenze per malattia.

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