Crisi imprese, Giorgetti: non devono trascinarsi all’infinito

(Teleborsa) – “Stiamo avviando anche un percorso di approfondimento, coinvolgendo anche altri ministeri competenti, per verificare se non sia possibile ipotizzare alcune limitate modifiche alla disciplina delle procedure concorsuali. Si tratterebbe di modifiche a carattere sperimentale da applicare nella fase attuale per la gestione delle crisi, ed in particolare delle amministrazioni straordinarie, che non si dovrebbero trascinare indefinitamente e il cui esito finale non dovrebbe essere necessariamente la liquidazione, per privilegiare invece le possibilità di valorizzare gli asset aziendali potenzialmente suscettibili di produrre utilità e garantire prospettive di ripresa, anche sotto il profilo occupazionale, attraverso riconversioni e ristrutturazioni”. Così il Ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, in audizione sulle linee programmatiche del dicastero.

“E’ evidente – ha spiegato – che questo lavoro richiederà anche uno sforzo per potenziare le capacità del nostro sistema, non solo dal punto di vista normativo, ma anche dal punto di vista della professionalità e delle competenze degli apparati pubblici, per l’attrazione di investimenti.

L’enorme liquidità disponibile “grazie alle politiche monetarie espansive perseguite a livello globale e il ruolo fondamentale svolto da alcune tipologie di investitori pazienti che si muovono in una logica di medio e lungo termine e non di carattere speculativo consentono di ipotizzare l’ingresso, come soci finanziatori in alcune imprese italiane, di soggetti che possono rafforzarne la capitalizzazione anche per contrastare il fenomeno dell‘offshoring oltre che di riportare in Italia, ove, possibile imprese che hanno deciso di delocalizzare”, ha concluso.

I settori dell’automotive e della siderurgia sono “particolarmente bisognosi di interventi di sostegno per il loro carattere strategico e per il fatto di essere particolarmente esposti alla concorrenza cinese. A questo proposito, stiamo valutando la possibilità di estendere l’ambito di applicazione della normativa golden power anche a filiere che allo stato ne sono escluse e che rivestono invece un evidente rilievo nell’assetto economico nazionale”.

“Per quanto concerne il comparto manifatturiero, ritengo che non si debba assecondare un diffuso e crescente pessimismo sulle prospettive del nostro sistema produttivo; nonostante le numerose difficoltà, infatti, il sistema italiano ha dimostrato e dimostra una innegabile vitalità”.

Secondo Giorgetti, piuttosto, “tocca al decisore pubblico compiere uno sforzo per disegnare le politiche industriali inquadrandole all’interno di una strategia a medio e lungo termine che non sia interamente dominata dall’affannosa risposta alle emergenze che via via si presentano ma che sappia indicare priorità e canalizzare gli strumenti di intervento in direzione di un potenziamento strutturale della dotazione industriale e di un avanzamento tecnologico”.

Un elemento da non trascurare, in questo senso, “è costituito dalla necessità di aggiornare la normativa sulla proprietà industriale per porre le nostre imprese nelle condizioni di poter piu’ agevolmente competere nei mercati internazionali, con particolare riguardo all’utilizzo del brevetto europeo”, ha aggiunto il ministro.

Anche in questo caso, “le scelte da adottare devono inserirsi in un contesto, quello delineato dall’Unione europea, che si muove in direzione di un sistema brevettuale unitario. Sotto questo profilo, la disciplina contenuta nel codice di proprietà industriale ha bisogno di interventi diretti alla semplificazione e all’accelerazione delle procedure e ad un contenimento dei relativi costi, anche attraverso un piu’ intenso utilizzo degli strumenti digitali”, ha concluso Giorgetti.

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