Crisi di Governo, perché all’Italia servono 125miliardi

La somma che il nostro Paese deve reperire dalle aste dei titoli di Stato

La crisi di governo alimenta le incertezze sui mercati, questa situazione potrebbe rendere più difficili le aste dei titoli di Stato.

Con l’emissione dei titoli di Stato, a breve, medio e lungo termine, l’Italia finanzia il suo fabbisogno e paga gli interessi sul debito. Dall’inizio dell’anno, sono stati raccolti con le aste 284 miliardi di euro. Entro il 2019, però, serviranno altri 125 miliardi dai titoli di Stato, secondo i calcoli di Chiara Manenti dell’ufficio studi di Intesa Sanpaolo.

Con il denaro raccolto finora, l’Italia ha potuto finanziare la sua spesa e avere nelle casse del Tesoro circa 78 miliardi di euro. Una somma che, tuttavia, non sarà sufficiente ad affrontare gli impegni dei prossimi mesi.

A settembre, ad esempio, scadranno Bot e Btp per 56 miliardi di euro, mentre a fine anno i titoli di Stato in scadenza ammonteranno complessivamente a 180 miliardi di euro. Lo Stato italiano dovrà ottenere finanziamenti sui mercati in un periodo di turbolenze e incertezze dovute alla crisi di governo. Con il rischio di uno spread alto e di conseguenza di un aumento degli interessi sul debito.

Infatti, per ogni 100 punti di spread guadagnati e confermati in un anno si dovranno pagare circa 3,5 miliardi di interessi in più sul debito. A complicare la situazione c’è la manovra economica, con 27 miliardi da trovare entro l’anno solo per evitare l’aumento dell’Iva nel 2020.

Il rischio è che se l’incertezza, dovuta alla crisi di governo, dovesse essere elevata e i rendimenti dei titoli di Stato dovessero salire, l’Italia dovrebbe far fronte ad un aumento della spesa per interessi, che già grava sui nostri conti pubblici. Nei prossimi mesi, il Tesoro dovrà emettere titoli di Stato per le scadenze a 3, 5, 7 e 10 anni.

È ancora presto per valutare se aumenterà il costo delle emissioni dei titoli, decisive saranno le prossime aste. Negli ultimi mesi, il tasso d’interesse sui titoli di Stato italiani è sceso: quello dei Btp a 10 anni è passato dal 3% di inizio anno all’1,82% di oggi.

In ogni caso, resta molto più elevato del tasso di interesse pagato sui titoli decennali degli altri Paesi della zona euro, che è negativo o poco sopra lo zero. Per i Bund tedeschi il tasso di interesse è a -0,57%, per i titoli di stato francesi è -0,26%, quelli del Belgio hanno un tasso a -0,22%, quelli dell’Irlanda hanno un rendimento dello 0,02%, i titoli spagnoli dello 0,24% e quelli del Portogallo dello 0,29%.

L’Italia, insomma, paga più di tutti e se lo spread dovesse salire pagherà ancora di più, riducendo ulteriormente gli spazi per la manovra economica.

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