Crisi, Governo incassa fiducia al Senato con 156 sì

(Teleborsa) – Al termine di una giornata lunga e tesa, iniziata alle 9.30 con l’intervento del Presidente del Consiglio Conte, il Governo incassa l’ok del Senato con 156 voti favorevoli. 140 i contrari, 16 gli astenuti.

Lontani, dunque, dal “Magic number” 161 che avrebbe garantito la maggioranza assoluta (considerato un traguardo quasi impossibile) ma di poco sopra la soglia considerata obiettivo minimo, fissata a 155.

Giornata da thriller e copione completamente diverso rispetto a quanto era successo ieri alla Camera dove la strada era stata decisamente più agevole. Come da pronostico, passaggio stretto e delicato a Palazzo Madama dove l’esecutivo può contare su una maggioranza relativa non ampia che serve a tenere in piedi il Governo, non certo a garantirne la stabilità.

Durante la votazione non sono mancate le sorprese, con i di due senatori di Forza Italia, Maria Rosaria Rossi e Andrea Causin(ieri l’ormai ex azzurra Renata Polverini aveva fatto lo stesso alla Camera). Spazio anche per un colpo di scena finale: il senatore Alfonso Ciampolillo, ex-M5S del gruppo Misto chiede di votare ma la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, lo ferma: “Avevo già chiuso la votazione della seconda chiama”. Casellati ha quindi chiesto di vedere la registrazione video della seduta. Dopo l’esame dei video, Casellati ha riammesso al voto per la fiducia i senatori Ciampolillo e Riccardo Nencini.

Nel corso del lungo intervento, durato oltre un’ora, il Presidente del Consiglio aveva ricalcato l’appello rivolto ieri alle forze parlamentari con visione europeista che “hanno a cuore le sorti dell’Italia: aiutateci a ripartire, aiutateci a sanare la ferita provocata dalla crisi”. Dal leader di Iv, Matteo Renzi, ancora una volta nel pomeriggio è arrivato un duro attacco al premier per il “mercato indecoroso di poltrone” e ha chiarito: “Serve un esecutivo pià forte”. Parole a cui il premier, altrettanto duramente, ha replicato: “Sono sempre stato disponibile al dialogo, ma Iv ha scelto la via dell’arroganza”.

Conte supera (a fatica) l’ostacolo di Palazzo Madama ma il quadro resta di incertezza e instabilità mentre il Paese è in piena lotta alla pandemia: anche oggi si sono registrati oltre 600 morti e più di 10mila contagi.

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