Crisi Governo, Conte atteso al Quirinale alle 12 per dimissioni

(Teleborsa) – Minuti frenetici con ilConte-bis, ormai, alle battute finali. Nel Consiglio dei Ministri iniziato alle 9 di questa mattina, il Presidente del Consiglio Conte ha comunicato ai ministri la decisione di recarsi al Quirinale per rassegnare le sue dimissioni alle 12.00. Al momento, non è prevista una conferenza stampa. A quanto si apprende, i capi delegazione del M5s Alfonso Bonafede, del Pd Dario Franceschini e di Leu Roberto Speranza, avrebbero ribadito nel CdM che si è concluso “in modo molto affettuoso” il loro sostegno al Presidente del Consiglio che, per parte sua, ha ringraziato “l’intera squadra di governo, ogni singolo ministro, per ogni giorno di questi mesi insieme”

“Abbiamo affrontato la pandemia e una delle fasi più difficili della storia repubblicana “al meglio delle nostre capacità e crediamo con molti risultati positivi, grazie alla guida del presidente Conte e al sostegno delle nostre forze politiche“. Così Dario Franceschini in Cdm. “Questo cammino ci consente oggi di pensare a questa maggioranza anche in prospettiva, come una area di forze riformiste alleate non solo temporaneamente. Per questo è fondamentale salvare questa prospettiva anche nel percorso della crisi che abbiamo davanti”.

“Le soluzioni le vedremo durante questa crisi, anche perché la formalizzazione sposta al Quirinale la gestione di questo passaggio. Penso che sia necessario rilanciare l’iniziativa del governo attorno alla figura di Conte, perché penso che sia il punto di sintesi di un’alleanza tra Pd, M5S e sinistra. A cui noi intendiamo continuare a lavorare, perché credo che sia l’unico schema in grado di opporsi alla destra di questo Paese”. Lo afferma Nicola Fratoianni di Leu dai microfoni di Rai3 nel corso della trasmissione Agorà

Chiara la posizione di Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo a “Mattino 5”, su Canale 5: “Ieri – afferma – il presidente Berlusconi ha parlato in maniera molto chiara. Noi abbiamo fiducia nel presidente Mattarella, non abbiamo mai invocato le elezioni perché sappiamo che questo è un momento di estrema difficoltà nel quale la politica non si può dividere e non può perdere tempo. Ma una riedizione della stessa maggioranza che ha sostenuto il Conte bis, con le stesse fragilità, non avrebbe alcun senso. O c’è un governo della competenza, un esecutivo dei migliori, un governo che possa rappresentare una vera unità sostanziale del Paese, oppure Forza Italia non è interessata, ed è meglio il voto. Le decisioni le prenderemo ovviamente con il centrodestra”.

Matteo Salvini e Giorgia Meloni, da giorni, spingono per andare al voto, anche se al momento sembra l’opzione meno probabile oltre che quella che rischierebbe di “congelare” il Paese in una fase in cui bisogna correre.

Per ora, l’ipotesi più quotata è quella di un Conte-ter sostenuto ovviamente da Movimento 5 Stelle, Pd, Leu. Ma c’è l’incognita Italia Viva e new entry del gruppo centrista dei responsabili-costruttori, necessarie a garantire i numeri per proseguire la legislatura. Qualora nè l’una nè l’altra strada fossero percorribili, questo scenario sarebbe destinato a naufragare.

A quel punto, si aprirebbe la strada all’incarico ad una personalità “neutra”, di riconosciuta autorevolezza in grado di compattare l’attuale maggioranza (Pd. M5S, Leu) più Italia Viva e ovviamente le opposizioni. In questo caso c’è da capire quanti di quelli che hanno giurato di “morire con Conte” lo faranno davvero. Insomma, la partita è tutta da giocare e c’è il rischio che Conte “possa entrare Papa ed uscire Cardinale”.

(Foto: Per gentile concessione della Presidenza della Repubblica)

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