Nel 2027 la prossima grande economica, lo dicono gli esperti

L'economista Simon Ward analizzando i tre grandi cicli dell'economia e i diversi fattori di rischio prevede una prossima crisi dei mercati nel 2017

Gli economisti parlano di una prossima crisi finanziaria che avverrà non prima del 2027, tra circa 8 anni, nonostante inizino ad esserci alcuni segnali di rallentamento nella crescita globale.

Questa è stata la previsione a cui è arrivato Simon Ward, economista del gruppo Janus Henderson Investors, analizzando l’andamento dei tre grandi cicli dell’economia, che presentano l’alternanza di diverse fasi (prospertà, recessione, depressione e ripresa) e fanno riferimento a settori diversi e indipendenti tra loro, ma riguardano Paesi o gruppi di Paesi collegati.

Il primo è quello delle scorte industriali o di Kitchin, che dura dai 3 ai 5 anni; seguito da quello degli investimenti delle imprese o di Juglar, che invece va dai 7 agli 11 anni e, infine, quello immobiliare o di Kuznets che va dai 15 ai 25 anni. Le crisi economiche più profonde si sono verificate quando c’è stato un rallentamento sincronizzato di tutte e tre questi cicli, come è avvenuto nel 1990-91 e nel 2008 –2009 con conseguenze molto gravi.
Nel 2019 si chiuderanno simultaneamente il ciclo delle scorte industriali e quello degli investimenti, ma non per forza questa dinamica deve produrre una recessione, che si avrà, secondo i diversi studi, solamente quale conseguenza di uno shock esterno.

In questo senso gli elementi più preoccupanti sono le tensioni tra Cina e USA sui dazi commerciali, le incertezze politiche dell’Eurozona e soprattutto l’esito ancora non chiaro della Brexit. Tutti questi fattori non sono però ancora così gravi da portare ad una crisi paragonabile a quella del 2008 – 2009, come dichiara Ward.
Attualmente si sta già verificando una inversione dei tassi dei titoli di Stato negli USA, che non per forza porterebbe ad una recessione, perché secondo gli esperti sarebbe dovuta a fattori esterni marginali.
Per quanto riguarda, invece, l’Eurozona, è fondamentale un intervento oculato della BCE, che deve agire in modo da evitare gli errori del 2008 e del 2011, quando effettuò una stretta sui tassi nel momento in cui il rallentamento era già in atto. Per quanto riguarda la Brexit, invece, prima di poter fare delle previsioni, bisogna aspettare le decisioni finali del Governo Britannico.

C’è stata finora una battuta d’arresto all’inizio del 2018, visto che in genere queste situazioni durano circa 18 mesi, dovrebbero rimanerne solamente 6 prima della ripresa. Il terzo trimestre del 2019 potrebbe essere il punto più basso del ciclo economico, ma i mercati si sono già mossi in questo senso e i risultati si vedranno nel 2020.

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