Crisi di Governo, tremano i vertici: quali sono le poltrone a rischio

Sono una settantina le nomine pendenti, dai cda di Inps e Inail a quelli delle grandi partecipate dello Stato

La crisi di Governo congela l’assegnazione di 70 poltrone ai vertici dello Stato.

Alcune nomine sono più urgenti e legate a dimissioni o scadenze di mandato. Altre sono più a lungo termine, ma fondamentali per la tenuta economica del Paese.

Nell’immediato occorre trovare due nuovi presidenti, uno per l’Autorità anticorruzione, da cui si è dimesso improvvisamente Raffaele Cantone, e l’altro per Sogei, la società generale informatica controllata dal Tesoro, dopo che Biagio Mazzotta è stato nominato Ragioniere generale dello Stato.

L’Aifa, l’Agenzia del Farmaco, è retta provvisoriamente dal governatore emiliano Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza Stato-Regioni, in seguito alle dimissioni di Stefano Vella, in aperta polemica con il Governo sulla vicenda della nave Diciotti. Imminenti sono inoltre le scadenze di organismi prorogati, come l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e il Garante per la privacy.

C’è poi il grande capitolo Inps e Inail, dove bisogna chiudere le nomine dei consigli di amministrazione. Il decretone di gennaio su pensioni e reddito di cittadinanza ha riorganizzato, infatti, la governance di questi due enti, introducendo nuovamente i cda accanto a un Consiglio di indirizzo e sorveglianza composto da rappresentanti delle parti sociali. Senza i consigli di amministrazione si comprometterebbe quindi l’operatività dei due enti.

Il presidente dell’Inps è Pasquale Tridico, anche se la sua nomina deve superare ancora qualche passaggio formale. Il suo vice Adriano Morrone aspetta il parere delle Commissioni Lavoro di Camera e Senato. Il cda è già stato deciso dal Governo uscente, e dovrebbe essere composto da Rosario De Luca, presidente della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, Gabriele Aulicino, esperto di materie fiscali e finanziarie presso il Mef e, in quota opposizione, Marialuisa Gnecchi, ex parlamentare Pd.

Anche il presidente dell’Inail è già stato scelto e registrato dalla Corte dei Conti: si tratta di Franco Bettoni, che però deve aspettare il cda per diventare operativo. Il suo vice Paolo Lazzara, ordinario di Diritto Amministrativo all’Università Roma Tre, attende invece il vaglio parlamentare. Nel Consiglio di Amministrazione dovrebbe entrare, tra gli altri, Francesca Maione, direttore generale del Consiglio nazionale del dottori commercialisti.

Ci sono poi le nomine, legate a Cassa depositi e prestiti, dei vertici di Sace e Ansaldo Energia, che dovrebbero essere vagliate nel prossimo cda di fine agosto. Per Sace si va verso la conferma del presidente Beniamino Quintieri e la sostituzione dell’ad Alessandro Decio. Per Ansaldo Energia è stato raggiunto un accordo sul nome di Giuseppe Marino, senior vice president di Hitachi Rail Italy, come amministratore delegato, e su quello dell’attuale ceo Giuseppe Zampini come presidente.

Il puzzle delle nomine ha quindi molti pezzi e deve essere composto nel giro di poco tempo, nonostante la crisi di Governo. Il nuovo Esecutivo, invece, dovrà giocare una partita importante per quanto riguarda l’assegnazione delle poltrone nelle grandi partecipate dello Stato: Enel, Eni, Leonardo, Poste Italiane, Terna ed Enav. Una quarantina di nomine in totale. Gli attuali cda scadranno con l’approvazione dei bilanci 2019, e le liste dei candidati alle poltrone andranno compilate dal Mef e da Cdp Reti (per quanto riguarda Terna) entro la prossima primavera.

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