Crisi di Governo: Reddito di cittadinanza e salario minimo a rischio

Reddito di cittadinanza e salario minimo a rischio: gli effetti della crisi di Governo sul lavoro

Non si parla d’altro nelle ultime ore se non della crisi di Governo. Matteo Salvini, dopo l’incontro a Palazzo Chigi, ha dichiarato di essere pronto per le elezioni anticipate.

Il Vicepremier ha spiegato di non riuscire più a trovare un punto di incontro con il M5S, sempre più lontano dagli obiettivi che la Lega al Governo vuole raggiungere. Le strade dei due partiti, quindi, potrebbero presto dividersi. Questo, ovviamente, avrà delle ripercussioni sull’agenda dei lavori fissati in Parlamento, tanto da mettere a rischio importanti misure sul lavoro lasciate in eredità al Governo Conte.

Reddito di cittadinanza e salario minimo fanno parte di quei provvedimenti che, salvo intese, rimangono oggi in bilico, ed i motivi sono semplici. Nel caso di reddito e pensione di cittadinanza, alla luce di alcune inadeguatezze del sistema, la Lega non ha mai nascosto di avere delle perplessità in merito. Gli importi riconosciuti dal sussidio, per esempio, sono sembrati inadeguati ad alcune famiglie, mentre molte imprese hanno denunciato di aver avuto difficoltà nel trovare lavoratori stagionali proprio a causa del reddito di cittadinanza (diversi quelli che infatti per paura di perdere l’aiuto economico hanno rinunciato ad assunzioni a termine).

Salvini, il 7 agosto, durante un comizio tenuto a Sabaudia ha inoltre sottolineato di continuare a non vedere di buon occhio la misura fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle. “Non si possono garantire reddito di cittadinanza a tutti e salario minimo, prima bisogna dare lavoro, creare ricchezza”, ha dichiarato il Ministro.

Qualora si dovesse andare al voto anticipato e qualora la Lega con Salvini Premier ottenesse la maggioranza in Parlamento, è molto probabile che una delle prime misure ad essere riviste sarà proprio quella del reddito di cittadinanza.

A proposito del salario minimo, invece, questo sembra destinato oggi a rimanere fermo alla Commissione lavoro. Le ragioni, anche in questo caso, sono facilmente individuabili. Il disegno di legge per il salario minimo è stato presentato lo scorso luglio. Ad insistere sull’istituzione dello stesso, però, è stato sopratutto il Movimento 5 Stelle. Parti sociali, Lega e opposizioni rimangono scettiche a tal proposito.

Visto come stanno andando le cose adesso, e in questo clima di tensione generale, è probabile che il salario minimo rimanga fermo su carta. La crisi di Governo, dunque, potrebbe avere degli effetti non di poco conto sul sistema assistenziale e sul mondo del lavoro in generale.

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