Crisi di governo, Conte valuta di salire stasera al Quirinale

(Teleborsa) – La nascita di un Conte-ter potrebbe essere più vicina. Secondo quanto sta filtrando da fonti parlamentari della maggioranza, il Presidente del consiglio potrebbe salire già stasera al Quirinale per incontrare il Capo dello Stato, Sergio Mattarella. Un incontro tra i due non significa per forza dimissioni del premier, in quanto Conte potrebbe soltanto voler riferire gli sviluppi della crisi di governo.

Quel che è certo è che il tentativo di trovare un gruppo di “costruttori” per avere una maggioranza al Senato si sta rivelando più duro del previsto e l’asticella dei senatori pro governo è ferma a 156 dal voto di martedì scorso. La campagna di reclutamento non ha dato i suoi frutti né nei confronti di Italia Viva (col tentativo di strappare senatori al gruppo di Renzi) né verso Forza Italia, dove non dovrebbero esserci altri parlamentari in uscita.

In questo modo, 156 senatori non dovrebbero essere sufficienti a garantire la maggioranza nel voto sulla relazione sulla giustizia che il guardiasigilli Alfonso Bonafede presenterà in aula mercoledì o giovedì. In quella occasione è incerta la presenza o il voto dei tre senatori a vita (Cattaneo, Monti, Segre), mentre Riccardo Nencini e Sandra Lonardo voteranno sicuramente no per convinzioni personali (pur avendo votato la fiducia a Conte settimana scorsa).

Da punto di vista di Conte, la speranza è che il Quirinale gli conceda un reincarico, grazie a un impegno a una discontinuità, un nuovo programma di governo e nuovi ministri. Il premier però è altrettanto consapevole che una volta che si sarà dimesso, non è affatto scontato che l’incarico di formare il governo venda di nuovo assegnato a lui. PD, M5S e Italia Viva potrebbero convergere su un altro nome per evitare le urne e proseguire la legislatura.

Intanto Silvio Berlusconi ha ribadito di non essere disposto a un accordo con Conte. “Nessuna trattativa – ha detto – è in corso, né ovviamente da parte mia, né di alcuno dei miei collaboratori, né di deputati o senatori di Forza Italia, per un eventuale sostegno di qualunque tipo al governo in carica”. “La strada maestra è una sola: rimettere alla saggezza politica e all’autorevolezza istituzionale del Capo dello Stato di indicare la soluzione della crisi, attraverso un nuovo governo che rappresenti l’unità sostanziale del Paese in un momento di emergenza oppure restituire la parola agli italiani”, ha aggiunto.

“Si parla di dimissioni di Conte? Avrebbe già dovuto darle. C’è un piano vaccinale fermo, le scuole sono aperte in una città sì e una no, ci sono due milioni di posti di lavoro a rischio, e noi stiamo in ballo sugli umori di Conte, Di Maio, Zingaretti, e sulle trattative di Tabacci e Mastella – ha invece affermato Matteo Salvini – È irrispettoso, disgustoso, volgare, deprimente”.

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