Crisi Deutsche Bank: per salvarla possibile fusione con Commerzbank

Con la benedizione del Governo tedesco

Diversi anni dopo il crac della Lehman Brothers,  a finire nel mirino della crisi è toccato anche alla Deutsche Bank, prima banca tedesca,  per capirci una delle Too big to Fail europee. Fine del mito tedesco. 

Come si è detto, appunto, una crisi lunga che si trascina ormai da tempo: basti pensare, ad esempio, che in un rapporto del giugno 2016 il Fondo Monetario Internazionale la indicò come la più grande fonte potenziale al mondo di shock esterni per il sistema finanziario.

LO SCANDALO LIBOR – L’anno prima Deutsche Bank, infatti, era stata investita dallo scandalo Libor, relativo alla manipolazione fraudolenta dei tassi di riferimento sui mutui immobiliari con tutti gli strascichi del caso: i vertici di allora furono costretti a dimettersi e il conto di multe e risarcimenti superò i due miliardi e mezzo. L’anno si chiuse disastrosamente con una perdita netta di 6,8 miliardi di euro.

Una lenta e profonda caduta libera – fatta di scandali e crolli in Borsa – che hanno minato un terreno che si era fatto già pericoloso, mettendo a rischio la sopravvivenza di quello che in tanti hanno ribattezzato il Gigante dai piedi d’argilla.

Anche Commerzbank, la seconda banca tedesca, non vive un momento felice. Per questo la parola chiave adesso sembra essere “fusione” con il Governo, che strizza l’occhio alla possibilità di rianimare le due principali banche tedesche magari fondendole, con l’obiettivo appunto di mettere in salvo entrambi gli istituti nell’ottica di puntellare un sistema industriale come quello tedesco, basato prevalentemente sull’export.

A guidare il progetto di fusione, nella difficile e delicata missione di sondare il terreno gettando al contempo le basi per una eventuale operazione che vada in questa direzione, sempre secondo il Ft, Olaf Scholz, Ministro delle Finanze, che Angela Merkel ha nominato vice-cancelliere.

Sullo sfondo, Cerberus, il fondo di private equity americano,  uno dei maggiori azionisti di entrambe le banche che sarebbe pronto a benedire la fusione. Ma non sono in tanti a pensarla allo stesso modo, visto che altri azionisti sarebbero invece molto scettici sulla possibilità e non avrebbero nascosto la loro contrarietà, come riporta Agi.

Un destino, insomma, ancora tutto da scrivere, in cui la fusione sembra al momento essere l’opzione in netto vantaggio. Ma di certo, non la sola. 

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