Crisi, Conte al Senato: “Voltare pagina, Paese merita Governo coeso”

(Teleborsa) – Dopo aver incassato ieri il disco verde alla Camera con con 321 sì, il Presidente del Consiglio Conte è oggi al delicato passaggio di Palazzo Madama, dove gli equilibri non consentono di stare tranquilli. Grazie all’astensione di IV, però, potrebbe anche bastare una maggioranza relativa, sufficiente per tenere in piedi il Governo ma non a risolvere i problemi. I numeri sono risicati (si aggirano in una “forchetta tra 154 e 158 anzichè i 161 che garantirebbero la maggioranza assoluta, traguardo che – al momento – sembra improbabile) e un risultato al di sotto delle aspettative, metterebbe Conte seriamente nei guai.

Con pochi minuti di ritardo, alle 9.35, al via nell’Aula del Senato, dunque, le comunicazioni del Premier che ripercorrono sostanzialmente la traccia dell’intervento di ieri davanti ai deputati. In apertura, un ricordo del Senatore Emanuele Macaluso, scomparso questa mattina: “Anche chi non ne ha condiviso le idee può convenire che sia stato un grande protagonista della vita politica e culturale italiana”.

Quindi, un richiamo a quel “progetto di Paese di quei 29 punti” programmatici presentati all’inizio dell’esperienza di governo rivendicando che “c’era una visione e una forte spinta ideale, un chiaro investimento di fiducia”. Il Presidente del Consiglio rileva quindi che “ora un uragano sta sconvolgendo il nostro destino collettivo” e che “anche la politica è stata costretta a misurarsi con scienza e tecnica per rispondere a emergenza e crisi economica”.

Di fronte alla pandemia il Governo ha dovuto “operare delicatissimi, faticosissimi, bilanciamenti dei principi e dei diritti costituzionali. In questi mesi così drammatici, pur a fronte di una complessità senza precedenti, questa maggioranza ha dimostrato grande responsabilità, raggiungendo – certamente anche con fatica – convergenza di vedute e risolutezza di azione, anche nei passaggi più critici”. “Abbiamo coltivato – sottolinea ancora Conte – un costante e serrato dialogo con tutti i livelli istituzionali, a partire dalle Autorità regionali sino a quelle comunali, nella consapevolezza che solo praticando indefessamente il principio di “leale collaborazione” sarebbe stato possibile perseguire strategie di intervento efficaci”.

Centrale in ottica ripresa il Next Generation Eu e “la svolta irreversibile impressa alla politica europea” della quale parleremo inaugurando un nuovo corso, alla prossima Conferenza sul futuro dell’Europa”.

Come nella replica alla Camera, Conte ha voluto chiarire che l’accenno ai ristori “proporzionali alle perdite subite” fatto nell’intervento di ieri, “non significa che hanno compensato appieno”, anche se non va dimenticato che “l’Agenzia delle entrate ha erogato più di 3 milioni di bonifici dal decreto Bilancio”. “Siamo consapevoli che occorrono risorse più cospicue” per il dl Ristori e “sarà il Parlamento a migliorare il provvedimento”.

Poi torna a gamba tesa sulla crisi. In questi giorni ci sono state “continue pretese, continui rilanci concentrati peraltro non casualmente sui temi palesemente divisivi rispetto alle varie sensibilità delle forze di maggioranza. Di qui le accuse, a un tempo di immobilismo e di correre troppo, di accentrare i poteri e di non aver la capacità di decidere. Vi assicuro che è complicato governare con chi mina continuamente un equilibrio politico pazientemente raggiunto dalle forze di maggioranza”. Ancora una volta il messaggio è chiaro: “Adesso bisogna voltar pagina. Questo Paese merita un governo coeso, dedito a tempo pieno a lavorare esclusivamente per il benessere dei cittadini e per favorire una pronta ripartenza della nostra vita sociale e una incisiva ripresa della nostra economia”.

L‘imperativo è guardare al futuro. Tante le priorità in agenda: dal Mezzogiorno, centrale per il rilancio del paese (“Se non corre Mezzogiorno, non corre l’Italia”) all’occupazione femminile passando per la riforma fiscale con l’obiettivo di rafforzare la credibilità del sistema- Paese a quella degli ammortizzatori sociali, fino alla necessità di accelerare sul digitale.

Quindi, un appello proprio come ieri. “La politica – conclude Conte- è la più nobile tra le arti e i saperi solo se indirizzato al raggiungimento del benessere di cittadini, quando la politica si eclissa le istanze rimangono afone, inascoltate. Abbiamo l’urgenza di fare politica, tanto più in questo contesto di privazioni e sofferenza, perchè nostro compito è interpretare il malessere della società impedendo che esploda Chi ha idee, progetti, volontà di farsi costruttore sappia che questo è il momento giusto”.

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