Crisi aziendali, Giorgetti prepara il cambio di passo

(Teleborsa) – “Abbiamo avviato le procedure di reclutamento per l’attivazione di una specifica struttura che si avvarrà di competenze professionali di spiccata qualità per supportare le decisioni ministeriali nei tavoli di crisi, e abbiamo disposto lo stanziamento in un fondo che potrà essere attivato per traghettare imprese in temporanea difficoltà verso condizioni migliori, quando vi siano obiettive prospettive di ripresa”. Lo ha detto il Ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, in audizione sulle linee programmatiche del Dicastero.

Il Ministro ha anche sottolineato di essere al lavoro “per trovare un rimedio soddisfacente alla annosa questione del commercio ambulante che lamenta una condizione di precarietà per la mancata individuazione di soluzioni praticabili al problema posto dalla cosiddetta direttiva Bolkestein”. “Insieme alle competenti strutture della Presidenza del Consiglio – ha aggiunto – e della Rappresentanza permanente, mediante il confronto con la Commissione europea, dovremo quanto prima arrivare a definire una soluzione che eviti di trascinare in una infinita querelle tanti operatori che giustamente vorrebbero muoversi entro un quadro di regole certe”. Per il titolare del MiSE “non si tratta di eludere o violare la normativa europea ma di considerare alcune peculiarità del commercio ambulante, così come di alte attività radicate per tradizione nelle realtà territoriali quali l’esercizio di stabilimenti balneari, per i quali le consuetudini dei consumatori e la continuità di impresa non sono meno meritevoli di considerazione dell’attenzione alla salvaguardia della concorrenza”.

Giorgetti ha quindi ribadito che “l’Italia dovrà partecipare attivamente alla discussione, avviata in ambito europeo, per la revisione della normativa in materia di aiuti di Stato per rimuovere una serie di vincoli e limitazioni che potevano giustificarsi nella fase di costruzione del mercato interno ma che risultano oggi decisamente anacronistici se non autolesionistici quando si tratta di fronteggiare la concorrenza delle economie emergenti”.

“Verifichiamo quotidianamente – ha aggiunto – le difficoltà derivanti da una disciplina troppo minuziosa in materia di aiuti di Stato a danno delle possibilità di porre in essere interventi, anche a carattere temporaneo, per sostenere imprese in difficoltà che tuttavia possono ancora riprendersi avvalendosi di un prestito ovvero di garanzie pubbliche”.

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