Crisi aeroporti: emergenza e Fase 2. Cavalleri (Assaeroporti): “Cambio epocale”

(Teleborsa) – E’ un momento di crisi per il settore del trasporto aereo, sia per le compagnie che per il settore aeroportuale. Sono necessari interventi immediati e congrui sia per la gestione dell’emergenza, in primis per la tutela dei lavoratori e delle imprese maggiormente colpite dalla crisi, e per la ripresa della piena operatività degli aeroporti oltre che per il pronto rilancio del mercato del trasporto aereo.

Lo ha spiegato in una intervista a Teleborsa il Vice Presidente Vicario di Assaeroporti, Fulvio Cavalleri, che parla di un “cambio epocale” come quello avvenuto l’11 Settembre 2001. Ma questa volta il focus si sposta sulla prevenzione e tutela della salute di quanti transitano ogni giorno negli aeroporti.

Il trasporto aereo è destinato a risentire, più e al pari degli altri comparti che fanno viaggiare le persone, degli effetti di una economia messa in ginocchio dalla pandemia di coronavirus. Ciò soprattutto per la necessità di rispettare le norme sul distanziamento sociale che, anche nelle fasi successive alla prima emergenza in corso, imporrà la rivisitazione dei criteri di ammissione a bordo degli aerei e di permanenza e transito negli aeroporti. Quali sono le misure che Assaeroporti ritiene imprescindibili per rilanciare il settore?

“Dobbiamo distinguere fra le misure che riteniamo imprescindibili nel breve periodo e quelle da attuare nel medio termine. Innanzitutto è assolutamente necessario garantire liquidità alle società di gestione degli aeroporti. Bisogna tener conto, infatti, che a fronte dell’assenza di traffico e conseguentemente di ricavi zero, agli aeroporti rimangono da sostenere costi incomprimibili pari all’80% del totale”.

“Con un documento inviato al Governo il 27 marzo scorso abbiamo già indicato alcuni interventi che sono a nostro avviso fondamentali per garantire ossigeno alle società di gestione tra cui: sospensione del pagamento dei canoni concessori; abolizione dell’aumento Ires contenuto nella Finanziaria, riduzione delle aliquote IMU e abolizione del Fondo antincendio posto a carico dei gestori aeroportuali. Con riguardo agli ammortizzatori sociali, abbiamo richiesto la cassa integrazione straordinaria e l’incremento del Fondo del trasporto aereo in modo stabile; nell’ambito della CIGS abbiamo anche chiesto di eliminare il contributo del 9% a carico del gestore”.

“Auspichiamo che tutti gli interventi richiesti vengano accolti e inseriti in un prossimo provvedimento di legge che tenga conto delle esigenze dell’intera filiera del trasporto aereo, posto che, al netto degli interventi del Cura Italia che hanno previsto sussidi in favore solo di alcuni vettori nazionali, non sono stati, ad oggi, adottati provvedimenti di sostegno al nostro comparto”.

In tema di ammortizzatori, gli strumenti richiesti e quelli messi in atto saranno in grado di garantire il supporto necessario alla ripartenza?

“Lo strumento inserito nel Cura Italia per noi non è utilizzabile, in quanto la cassa in deroga che ha introdotto non consente l’integrazione salariale da parte del Fondo di solidarietà del trasporto aereo che, invece, costituisce un elemento essenziale per i lavoratori del nostro comparto. Per questo, ad oggi, le imprese del trasporto aereo hanno fatto ricorso alla Cassa straordinaria di settore: si consideri che su 10 mila addetti diretti delle società di gestione aeroportuale, circa il 90% è oggi in cassa integrazione per un periodo di massimo 12 mesi. In tale contesto, è assolutamente necessario che il procedimento di approvazione della cassa e l’iter per la devoluzione dell’integrazione salariale si concludano nel tempo più rapido possibile. Confidiamo quindi che quanto da noi richiesto nel documento inviato il 27 marzo possa essere accolto per dare ai dipendenti del settore aeroportuale”.

È evidente che le misure atte a contrastare i rischi di contagio imporranno la rivisitazione dell’organizzazione del sistema del trasporto aereo, a cominciare proprio dall’accesso all’aerostazione e ai suoi servizi. Quali difficoltà intravedere per i gestori aeroportuali?

“Dobbiamo distinguere le varie fasi: innanzitutto occorre disciplinare le modalità di accesso agli aeroporti, per tutti coloro che a diverso titolo transitano ed operano presso gli scali, per i quali bisognerà mettere a punto procedure specifiche. In secondo luogo, bisognerà attuare misure di prevenzione e sorveglianza coerenti con le indicazioni del Ministero della Salute e Protezione civile. Si tratterà di un aspetto molto importante e delicato da un punto di vista organizzativo in quanto riguarda un gran numero di persone”.

Coordinare tali protocolli con le procedure aeroportuali è una cosa molto complessa, articolata ed impegnativa. Per questo riteniamo che sia fondamentale coinvolgere gli stakeholders nella pianificazione delle procedure e per questo Assaeroporti si è candidata a prendere parte ai Tavoli che saranno istituiti dalle competenti Autorità di settore”.

“C’è un cambio epocale, dopo l’attentato alle Torri gemelle abbiamo vissuto una stagione in cui abbiamo imparato a convivere con una security rafforzata e quindi adesso dovremo convivere con nuove e più stringenti misure di controllo e prevenzione a tutela della salute di tutti”.

Nel corso del 2019 gli aeroporti italiani hanno dato corso a notevoli investimenti e altri ne erano stati programmati. Come si procederà al riguardo?

“Gli aeroporti per i prossimi 10 anni avevano programmato investimenti per circa 2,5 miliardi di euro. Solo nel prossimo anno erano previsti, nei principali scali nazionali, circa 700 milioni di investimenti, di cui una parte procrastinabile ed una parte indifferibile.

“Nel documento inviato al Governo abbiamo espresso la preoccupazione per il reperimento dei fondi atti a sostenere questi investimenti programmati; abbiamo quindi rilevato la necessità di attingere a fondi pubblici, anche europei, pur nella necessità di rivedere i piani di investimento provvedendo ad una loro rimodulazione al fine di garantire la competitività dell’intero sistema”

Da molte parti è stato evidenziato che nella task force governativa di esperti manca una figura dei trasporti e in particolare del mondo dell’aviazione civile, trainante per l’economia nazionale tenuto conto anche dell’importanza strategica delle merci e delle componenti di intermodalità. Come intendete rappresentare le istanze e esigenze per avviare la ripresa che sarà necessariamente graduale?

“La nomina di questa task force è molto recente, quindi non abbiamo ancora riflettuto su chi sarà l’interlocutore privilegiato, ma riteniamo che questa task force sia composta da persone di altissimo prestigio e competenza, per cui individueremo chi sarà disponibile a dialogare con noi, anche sulla base delle indicazioni che riceveremo dai vari enti regolatori come Enac ed il Ministero delle Infrastrutture stesso, per fornire loro elementi e concordare le varie misure ed interventi da adottare anche con riguardo alla sostenibilità ambientale ed alla salute, ambiti in cui l’intero settore aeroportuale si è sempre distinto per attenzione ed efficacia.

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