CreVal raddoppia l’utile e ripristina dividendo. Lovaglio: “Banca trasformata e sostenibile”

(Teleborsa) – Credito Valtellinese chiude l’esercizio 2020 con un risultato netto di 113,2 milioni di euro, raddoppiato rispetto allo scorso anno (56,2 milioni di euro). Il risultato dell’operatività corrente al lordo delle imposte si assesta a 104,1 milioni di euro in forte aumento rispetto ai 30,1 milioni di euro registrati lo scorso anno, dopo aver scontato rettifiche di valore per rischio di credito per 113,2 milioni di euro rispetto a 157,1 milioni di euro registrati nel 2019.

Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di sottoporre all’approvazione della prossima assemblea ordinaria la proposta di distribuzione di un dividendo unitario di 0,23 euro per un importo complessivo pari a 16,1 milioni di euro, entro il limite massimo di 20 punti base del CET 1 ratio raccomandato dalla Banca d’Italia.

Il risultato netto della gestione operativa è pari a 201,1 milioni di euro in rialzo dell’8,3% rispetto a 185,7 milioni di euro registrati nel 2019. Il margine di interesse è pari a 340,2 milioni di euro rispetto a 347,5 milioni di euro registrati lo scorso anno. Le commissioni nette sono pari a 230,4 milioni di euro in calo rispetto a 249,1 milioni di euro registrati lo scorso anno. I proventi operativi si attestano dunque a 594,3 milioni di euro rispetto a 617,4 milioni di euro registrati nel 2019.

“Il 2020 ha segnato un cambio di passo per il Creval, chiaramente visibile in tutti i principali indicatori economico-finanziari”, ha sottolineato l’Ad Luigi Lovaglio, aggiungendo “siamo una banca trasformata, tra le più solide in Europa, con una qualità del credito significativamente migliorata e un core business in crescita. Una banca resiliente e orientata ad una redditività sostenibile, che opera con processi agili e snelli e una struttura organizzativa efficiente anche dal punto di vista dei costi, in ulteriore riduzione del 4,5% nell’ultimo trimestre dello scorso anno”.

“Guardiamo con fiducia alle future prospettive di crescita della Banca – afferma Lovaglio – proseguendo sulla traiettoria già segnata per una costante generazione di valore. Siamo tornati finalmente al dividendo e la nostra eccezionale posizione di capitale potrà orientarci in futuro anche verso una più ampia remunerazione dei nostri azionisti”.

Con riferimento alla qualità del credito, i crediti deteriorati lordi sono pari a 956 milioni di euro in calo del 38% rispetto al 31 dicembre 2019 beneficiando da un lato delle cessioni di oltre 800 milioni di NPE (sofferenze e UTP) realizzate nell’anno, che hanno consentito di completare in anticipo il target di cessioni previsto a Piano. I crediti deteriorati netti sono pari a 494 milioni di euro in riduzione del 33% rispetto al 31 dicembre 2019. L’incidenza dei crediti deteriorati sul totale dei crediti verso clientela, esclusi i titoli governativi (3,8 miliardi di euro), si attesta al 5,8% su base lorda e al 3,1% su base netta.

Sul fronte patrimoniale, il patrimonio netto di pertinenza del Gruppo al 31 dicembre 2020 si attesta a 1.774 milioni di euro. Il CET 1 ratio si attesta al 23,9% rispetto ad un requisito minimo SREP dell’8,55%; Tier 1 ratio al 23,9% e % Total Capital ratio al 25,9%. Il coefficiente CET 1 ratio a regime (fully loaded) al 31 dicembre 2020 è pari al 19,6%, in aumento rispetto al dato del 31 dicembre 2019 (15,5%).

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