Crediti deteriorati, studio PwC conferma passi avanti banche italiane

(Teleborsa) – Il 2018 si caratterizzerà per l’essere l’anno della “maxi pulizia” dei bilanci delle banche, che si apprestano a ridurre le esposizioni deteriorate che hanno in pancia per un valore 70 miliardi di euro, ma il 2019 si prospetta ancora positivo con una stima di 50 miliardi di NPE (non performing exposure, esposizione deteriorata) in meno.

E’ quanto prevede uno studio di PwC (PricewaterhouseCoopers), che conferma i passi avanti rilevati dalla vigilanza europea. In base allo studio, sono stati dismessi 68 miliardi di crediti in sofferenza sino a novembre ed il settore bancario si appresta a chiudere operazioni per 70 miliardi quest’anno, superando ampiamente il record di 69 miliardi dello scorso anno.

Nel complesso l’esposizione delle banche italiane (NPE) era scesa in volume a 222 miliardi a fine giugno 2018 (era di 264 miliardi a fine 2017). Più in dettaglio, le sofferenze lorde hanno raggiunto 130 miliardi (erano 165 miliardi a dicembre 2017), mentre le inadempienze probabili sono scese a 86 miliardi (da 94 miliardi).

A favorire questo trend sono stati i cosiddetti “jumbo deals” (maxi operazioni) e la Gacs, cioè il sistema di garanzie statali approntato dal governo proprio per facilitare la cartolarizzazione degli NPL.

Nel primo gruppo rientrano ad esempio la maxi cartolarizzazione del Montepaschi (MPS) per 24,1 miliardi e la cessione di un pacchetto di NPL da Intesa Sanpaolo a Intrum per un valore di 10,8 miliardi. Nel secondo gruppo si segnala le dismissioni che il CdA di Banco BPM oggi si appresta a varare e quelle di UBI Banca e BPER Banca.

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