Credit Suisse chiude un Annus horribilis

(Teleborsa) – La cura Thiam non ha ancora guarito Credit Suisse.

La seconda banca in Svizzera ha infatti svelato un bilancio da dimenticare pagandone le conseguenze in Borsa, dal momento che in mattinata le azioni del Gruppo sono precipitate sui minimi dal 1991.

Il quarto trimestre si è chiuso con una perdita di 5,8 miliardi di franchi svizzeri – il peggior rosso trimestrale degli ultimi 7 anni –  rispetto all’utile di 691 milioni messo a bilancio nello stesso periodo dell’anno precedente.

Il risultato è decisamente peggiore delle stime degli analisti che si attendevano un passivo di 4,3 miliardi di franchi.

A pesare sono state soprattutto le rettifiche di valore per 3,8 miliardi di franchi, ma anche gli accantonamenti per cause legali e il crollo delle attività di trading, ossia della divisione Investment Bank.

A livello patrimoniale, invece, il common equity Tier 1 ratio è balzato all’11,4% rispetto al 10,1% dell’anno scorso ma solo grazie alla maxi iniezione di capitali da parte degli investitori.

Non va meglio il bilancio annuale, dal momento che l’esercizio si è chiuso con un risultato negativo per 2,94 miliardi di franchi svizzeri. Si tratta della prima perdita dal 2008.

Come noto in autunno il nuovo Chief Executive Officer del Gruppo ha avviato un profondo processo di ristrutturazione societaria, iniziato proprio con una doppia ricapitalizzazione da 6 miliardi di franchi.

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