Credit Agricole, sinergie per 130 milioni da integrazione con Creval

(Teleborsa) – Sarebbero pari a 130 milioni di euro le sinergie totali derivanti dall’integrazione del Credito Valtellinese in Credit Agricole Italia, secondo quanto si legge nel documento d’offerta approvato dalla Consob relativo all’OPA su Creval in partenza il 30 marzo. Secondo la controllata italiana dell’istituto francese, il gruppo integrato può “rafforzare il proprio posizionamento di banca di prossimità, punto di riferimento per privati e imprese, attenta alla valorizzazione delle persone e alla sostenibilità del modello di business”.

In particolare, Credit Agricole Italia ha formulato un’ipotesi preliminare sulle possibili sinergie da ricavo, indicate in 36 milioni (pre-tasse), per realizzare le quali si ipotizza che occorreranno almeno 4 anni. A queste si aggiungono le potenziali sinergie di costo, nell’ordine di circa 50 milioni (pre-tasse), per realizzare le quali si ipotizza che occorreranno almeno tre anni.

Ulteriori benefici potrebbero derivare dall’allineamento del costo del funding di Creval al minor costo delle banche del gruppo francese, per complessivi 24 milioni (parzialmente compensati da costi di asset e liabilty management per 15 milioni) e dall’ulteriore derisking per 35 milioni. I costi per realizzare le sinergie e i benefici sul funding sono stimati in non meno di 345 milioni, di cui una parte da contabilizzare immediatamente a conto economico.

“Le ipotesi formulate saranno meglio verificate – scrive Credit Agricole – nell’ambito della due diligence sul Creval e della preparazione del piano industriale”, e potrebbero subire variazioni in ragione di alcuni fattori, tra cui i risultati 2020 del Credito Valtellinese. I dati comunicati lo scorso 9 febbraio evidenziano a giudizio del Credit Agricole, “un andamento significativamente negativo della gestione caratteristica e commerciale, con un peggioramento degli indicatori chiave di performance (ad esempio, ricavi: -4%, di cui commissioni -8% e margine d’interesse -2%)”.

I benefici riguardano anche il posizionamento competitivo nel mercato italiano, viene sottolineato nel documento. Il nuovo gruppo raggiungerebbe una quota di mercato del 5% a livello nazionale, con oltre 1.200 filiali e 2,8 milioni di clienti. Più in dettaglio, in termini di copertura geografica, l’operazione determinerebbe un rafforzamento della presenza nel Nord Italia (dove si troverebbe circa il 70% del numero delle filiali) e il raddoppio della quota di mercato in Lombardia (dal 3% a oltre il 6%).

Credit Agricole “si riserva di rinunciare parzialmente alla Condizione Soglia Minima (66,67%), purché la partecipazione che deterrà nel capitale del Creval con diritto di voto, dopo il perfezionamento dell’offerta e tenuto conto delle azioni già detenute, sia comunque almeno pari al 50% del capitale con diritto di voto più 1 azione (soglia, quest’ultima, non rinunciabile). Intanto la quota di Credit Agricole Italia nell’istituto lombardo è salita al 17,7% rispetto al 9,85% detenuto all’annuncio dell’operazione, grazie all’accordo sottoscritto con Algebris e all’acquisto di altre quote minori.

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