Crac banche, Rossi dice stop alla vendita di obbligazioni subordinate allo sportello

(Teleborsa) – Si continua a rimuginare sul salvataggio da parte del governo delle quattro banche italiane (Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti), ma soprattutto delle proposte per aiutare i risparmiatori coinvolti.

Il direttore generale della Banca d’Italia, Salvatore Rossi, in un’intervista alla trasmissione televisiva In mezz’ora su Rai3, si è detto angosciato e pronto a riferire in Parlamento. “Sono personalmente convinto che abbiamo fatto tutto ciò che potevamo, al meglio della nostre possibilità, e sono altrettanto convinto che la Consob abbia fatto altrettanto”, per questo “noi siamo comunque pronti a spiegare e a chiarire tutto quello che sarà necessario dire in ogni sede, a cominciare dal Parlamento”. 

Il numero uno di Palazzo Koch ha poi chiarito che “è necessario vietare per legge la vendita allo sportello di prodotti come le obbligazioni che hanno portato sul lastrico 10.500 risparmiatori”, specificando che “l’azzeramento del valore delle obbligazioni subordinate oggetto di risoluzione ha invece riguardato titoli per un valore nominale di 340 milioni”.
L’Istituto di via Nazionale sente come necessaria questa stretta proprio perché migliaia di risparmiatori hanno sottoscritto strumenti pericolosi senza comprenderne a pieno i meccanismi, mettendo inconsapevolmente a rischio il proprio patrimonio.  

Ma come sono andate le cose nel Vecchio Continente? Secondo Rossi “in tutta Europa una serie di banche sono andate in crisi: inglesi, francesi, olandesi, tedesche. Fiumi di denaro pubblico sono stati versati negli altri paesi, ma non in Italia e nelle banche italiane, è necessario sottolinearlo”. 

Intanto venerdì sera il Tesoro ha fatto il punto della situazione, scrivendo che “grazie al salvataggio sono nate 4 nuove banche con forza patrimoniale molto superiore a quella delle banche originarie, gravate da crediti in sofferenza o non esigibili” e che “le 4 nuove banche sostengono il tessuto economico del territorio: circa 200.000 piccole e medie imprese, commercianti e artigiani che dispongono di fidi e aperture di credito continuano a godere del sostegno finanziario per la propria attività da parte delle nuove banche”.

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