Crac banche, quale tutela per i clienti truffati e quali tempi? Intervista al Consigliere Michele Corradino

(Teleborsa) – Lo scandalo scatenato dal decreto salva-banche e dalle obbligazioni subordinate vendute dalle banche che hanno beneficiato del salvataggio, in primis Banca Etruria, hanno sollevato la questione della tutela dei risparmiatori truffati.

Il Premier ha annunciato che la questione sarà risolta con un arbitrato affidato all’Anac, l’Authoritììy anticorruzione, mentre sui 12.500 casi, il ministero ne ha individuato un migliaio eleggibili di essere tutelati. Chi potrà chiedere tutela e con quali tempi?

Abbiamo intervistato il Consigliere di Stato Michele Corradino, uno dei giuristi che opera nell’Authority anticorruzione al fianco del Commissario Gabriele Cantone.

Consigliere Corradino, quanto tempo occorrerà per trattare tutti i casi di arbitrato, che vengono quantificati dal Ministero in un migliaio circa?

“Io credo  che i tempi potrebbero essere brevi, in quanto, se,  come sembrebbe, la normativa vuole attribuire alla camera arbitrale la possibilità di individuare gli arbitri che poi decideranno le questioni, si  potrà avere un numero importante di arbitri, nel senso che non sarà la camera arbitrale di cinque membri  a decidere tutte le questioni, ma sarà la camera arbitrale che sta all’interno dell’autorità anticorruzione a designare gli arbitri”. “Quello che ritengo importante- ha aggiunto – è che vengano individuate in modo chiaro le regole di designazione e, poi, le regole in base alle quali gli arbitri dovranno decidere delle questioni”. “ Io ritengo che se verrà utilizzato come penso questo modello – ha sottolineato –  la procedura sarà veloce”.

Gli altri 11 mila risparmiatori che, a quanto pare, non avrebbero diritto ad essere tutelati, cosa potranno fare? E’ possibile che si configuri un’ipotesi di truffa e si possa fare un’azione di responsabilità contro gli amministratori o, addirittura, che si possa pensare addirittura ad avviare una class action?

“Io penso che bisogna andare a vedere le singole questioni”, ha affermato Corradino, spiegando “penso che sia molto importante questo sistema dell’arbitrato, perché è un sistema che va a vedere la singola questione, senza fare una generalizzazione, andando a vedere caso per caso che cosa è successo”. Secondo il giurista, “laddove si individuino delle ipotesi di comportamento scorretto da parte delle banche e, allora, da parte di chi eventualmente ha piazzato questi titoli, potrebbe venire l’idea di un dato di questo genere, e laddove, naturalmente, per ipotesi, si potrebbe individuare un fenomeno di massa, certo la class action sarebbe possibile”.  Corradino ha poi ribadito che “la grandezza di questo sistema, verso il quale io sono molto d’accordo , è che si va a vedere la singola questione, perché di verso è eventualmente il risparmiatore che ha subito una truffa da parte della banca, diverso è l’investitore che acquista un’obbligazione ad alto rendimento ma che ha dei rischi”.

Consigliere Corradino, lei lavora nell’Authority anticorruzione, cui è stato nominato proprio per la sua grande esperienza e per il suo lavoro per garantire una maggior trasparenza negli appalti. Ci può dire come sta andando e quali risultati sono stati ottenuti?

“Io credo che stia andando molto bene, sotto diversi profili, sta andando molto bene sotto il profilo operativo della vigilanza, innanzi tutto, e della vigilanza sugli appalti, sono state fatte grandi e importanti inchieste che hanno portato a risultati molto concreti, penso che sia sotto gli occhi di tutti nelle cronache di questi ultimi giorni”. “Credo che ci sia un altro grande risultato, un risultato per tutto il Paese”, ha aggiunto il Consigliere, citando la “vigilanza collaborativa” introdotta dal commissario Cantone. Corradino ha poi spiegato che si tratta di “una vigilanza che non vuole bacchettare le imprese e le amministrazioni, ma che al contrario vuole accompagnare le amministrazioni in un percorso di legalità”. Per l’anticorruzione si tratta di un  grande risultato perché, ha sottolineato il giurista, “l’OCSE,  che non è mai stata tenera verso l’Italia e che ha sempre sottolineato che la registrazione italiana non era adeguata agli standard occidentali, per la prima volta ha detto quest’anno nel suo rapporto, che è appena uscito, che è orgogliosa di lavorare con l’Italia”  e, addirittura, “sta utilizzando questa vigilanza collaborativa come best practice mondiale, quindi noi stiamo esportando questo sistema, stimo esportando questo tipo di vigilanza che sarà usato dall’OCSE a livello mondiale”. “Allora, io credo che stia andando bene sotto ogni profilo – ha concluso – sotto il profilo delle istruttorie aperte e sotto il profilo di questa vigilanza collaborativa”. Corradino ha poi fatto un cenno al nuovo codice degli appalti che sta per essere emanato, sottolineando che l’Anac, in prima linea, sarà chiamata a redigere le linee guida.

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