Crac banche, il Tesoro quantifica il danno delle obbligazioni subordinate

(Teleborsa) – Il Tesoro torna a difendere il decreto salva-banche, tornato nell’occhio del ciclone a causa dello scandalo delle obbligazioni subordinate, che ha provocato danni ingenti alla clientela retail. 

La scorsa settimana, il Ministero dell’Economia aveva quantificato i benefici derivanti dal decreto, che ha consentito di risolvere la grave crisi di 4 piccole banche (Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti).

Ieri sera, il Tesoro ha quantificato in 768 milioni di euro il valore delle obbligazioni subordinate collocate presso la clientela retail senza trasparenza, tanto da costringere il direttore della Banca d’Italia Salvatore Rossi a porre il veto sull’emissione di questo tipo di obbligazioni presso clienti non professionali. 

Secondo i calcoli del Ministero, di questi 768 milioni di euro di obbligazioni subordinate, parte sono state sottoscritte dai clienti delle quattro banche, altre sono state sottoscritte da persone fisiche sul mercato secondario (1.900 investitori per un controvalore di 102 milioni di euro). Le 4 banche nuove hanno quasi 1 milione di clienti. Tra questi, circa l’1% ha investito in obbligazioni subordinate (10.559) per un controvalore complessivo di 329,2 milioni di euro.

I profili di questi investitori sono molto diversificati: ci sono risparmiatori che hanno impegnato in questi titoli tutto il proprio patrimonio o comunque una quota prevalente: circa 2.400 hanno un patrimonio inferiore a 100 mila euro, impegnato in questo tipo di obbligazioni in una quota variabile fra il 30% e più del 50% (oltre questa soglia solo un migliaio di clienti). La gran parte (8.065 clienti) ha un portafoglio di investimento diversificato, con un impegno minoritario in questi titoli (patrimonio superiore a 100 mila euro ed una quota di obbligazioni subordinate fino al 30%).

Secondo Roberto Nicastro, Presidente della banca nata dal risanamento dei 4 Istituti, il fenomeno delle obbligazioni subordinate è  “fortunatamente molto più circoscritto” di quanto si temeva inizialmente. “Stiamo facendo una ricognizione del fenomeno”, ha detto il banchiere, sottolineando che metà del collocamento di questi strumenti è stato fatto ad istituzionali e non risparmiatori.

Intanto, in merito alla possibilità di concedere rimborsi ai risparmiatori coinvolti, il Ministro dell’economia Pier Carlo Padoan ha affermato che “è ancora presto per parlare di soglie” di rimborso. Padoan ha confermato che la linea d’azione è quella di mettere in moto un meccanismo di tipo arbitrale.

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