Covip, fondi pensione in crescita nel 2019: valgono più del Tfr

(Teleborsa) – L’emergenza Covid-19 ha avuto un impatto limitato sui fondi pensione che, nonostante l’erosione dei prime tre mesi nel 2020, ha visto un anno particolarmente positivo, con rendimento medio annuo superiore a quello del Trattamento di fine rapporto.

È quanto emerge dal rapporto annuale della Covip (commissione di vigilanza sui fondi pensione) che ha calcolato in 8,3 milioni gli iscritti alle forme di previdenza complementare a fine 2019, dato in crescita del 4% rispetto all’anno precedente: calcolando posizioni doppie o multiple che fanno capo allo stesso iscritto sono 9,1 milioni le posizioni totali.

I contributi incassati nell’anno sono pari a 16,2 miliardi di euro: 5,3 miliardi ai fondi negoziali (+5,3%); 2,2 mld ai fondi aperti (+8,2%); 4,5 mld ai piani individuali pensionistici (Pip) nuovi (+4,9%); e 4,2 mld ai fondi preesistenti.

Il 2019 è stato un anno “molto positivo” per i mercati finanziari e, in particolare, per quelli azionari, cosa che ha impattato in maniera positiva sui rendimenti dei fondi pensione, dopo un decennio, già in media più che positivi, tanto da rimanere buoni anche dopo la crisi Covid.

In questo periodo infatti il rendimento netto medio annuo è stato del 3% per i fondi negoziali e per i fondi aperti. Per i Pip di ramo III si è attestato al 2,4% mentre per le gestioni di ramo I al 2,5%: nello stesso arco temporale la rivalutazione del Tfr è stata inferiore, con una media del 2%.

Nel 2019 i contributi per singolo iscritto ai fondi pensione ammontano mediamente a 2.700 euro nell’arco dell’anno. Il 26,4% del totale degli iscritti alla previdenza complementare (circa 2,2 milioni) non ha effettuato contribuzioni lo scorso.

Il rapporto evidenzia che Covip esercita la funzione di vigilanza su 272 miliardi di euro di risparmio previdenziale privato (185 mld dei fondi pensione e 87 mld delle casse professionali), che riguardano in totale 10 milioni di iscritti.

A fine 2019 le risorse accumulate dalle forme pensionistiche complementari (185 mld) risultano in aumento del 10,7% rispetto all’anno precedente. L’ammontare è pari al 10,4% del Pil e al 4,2% delle attività finanziarie delle famiglie. Alla fine del 2018 le attività complessivamente detenute dalle casse professionali a valori di mercato (87 mld) registrano una crescita dell’1,9%.

Dal 2011 al 2018 queste attività sono aumentate complessivamente da 55,7 a 87 miliardi di euro con un incremento del 56,2%. A fronte di una sostenuta dinamica di crescita nell’aggregato, rileva il rapporto, restano differenze anche ampie nelle attività delle casse: circa il 73% dell’attivo è di pertinenza dei 5 enti di dimensioni maggiori, i primi 3 raggruppano circa il 54% del totale. Solo in 2 casse le prestazioni superano i contributi. In tutti gli altri casi la differenza è positiva, con un’ampiezza variabile tra i singoli enti.

Infine, sono 380 fondi pensione a fine 2019: 33 fondi negoziali, 41 fondi aperti, 70 piani individuali pensionistici (Pip), 235 fondi preesistenti, oltre a Fondinps in via di superamento. Il numero delle forme pensionistiche operanti nel sistema, rileva il rapporto Covip, è in “costante riduzione“, calcolando che nel 1999 le forme operanti erano quasi il doppio (739).

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