Covid, Tridico: prestazioni aggiuntive Inps per 15,7 milioni di individui, spesa di circa 60 miliardi

(Teleborsa) – Nel biennio 2020-21 l’Istituto ha garantito l’erogazione di prestazioni Covid aggiuntive a 15,7 milioni di individui per una spesa complessiva di circa 60 miliardi di euro, insieme a prestazioni “ordinarie” per 42 milioni di utenti. Sono alcuni dei numeri citati dal presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, in occasione della presentazione del Rapporto annuale dell’Istituto. “Sono state le esigenze di universalità e di tempestività ad accelerare il processo di ripensamento interno sulle modalità di erogazione delle prestazioni e a garantire l’efficienza anche con il 90% del personale in lavoro da remoto nel picco pandemico. Ciò dimostra che smart working e produttività sono mutuamente compatibili, spesso permettendo un maggior coinvolgimento del personale pubblico nell’erogazione dei servizi”, ha sottolineato Tridico.

Nel rapporto è messo in evidenza che il 23% dei lavoratori guadagna meno di 780 euro/mese, considerando anche i part-time. Per contro, “l’1% dei lavoratori meglio retribuiti ha visto un ulteriore aumento di un punto percentuale della loro quota sulla massa retributiva complessiva”, ha fatto notare il presidente dell’Inps. “La distribuzione dei redditi all’interno del lavoro dipendente si è ulteriormente polarizzata, con una quota crescente di lavoratori che percepiscono un reddito da lavoro inferiore alla soglia di fruizione del reddito di cittadinanza”, ha aggiunto.

“La crisi – ha spiegato Tridico – ha lasciato strappi vistosi nella distribuzione dei redditi lavorativi. Se si considerano i valori soglia del primo e dell’ultimo decile nella distribuzione delle retribuzioni dei dipendenti a tempo pieno e pienamente occupati, per operai e impiegati (escludendo dirigenti, quadri e apprendisti), emerge che il 10% dei dipendenti a tempo pieno di tale insieme guadagna meno di 1.495 euro, il 50% meno di 2.058 euro e solo il 10% ha livelli retributivi superiori a 3.399 euro lordi”. La retribuzione media delle donne nel 2021 “risulta pari a 20.415 euro, sostanzialmente invariata rispetto agli anni precedenti e inferiore del 25% rispetto alla corrispondente media maschile”, ha sottolineato.

Se si introducesse un salario minimo di 9 euro lordi orari i profili contributivi “si alzerebbero significativamente, in media del 10%”, ha affermato Tridico. “Abbiamo bisogno di più lavoro e di lavoro meglio retribuito se vogliamo assicurare al Paese la sostenibilità del suo sistema di welfare”, ha aggiunto. In base alla relazione la percentuale di lavoratori sotto la soglia di 9 euro lordi l’ora al momento è del 28%, ovvero oltre 4,3 milioni, e quasi un lavoratore su tre guadagna meno di mille euro al mese, considerando anche i part-time.